Il movimento yemenita degli Houthi ha dichiarato lunedì di imporre un blocco navale contro l’Arabia Saudita, secondo una dichiarazione riportata da Reuters. Il portavoce militare del gruppo ha affermato che la misura entra in vigore con effetto immediato e l’ha inquadrata come un embargo marittimo, senza però fornire dettagli sulle modalità di applicazione.
Il WTI è salito sulla notizia, rimbalzando dai minimi giornalieri sotto quota 80 dollari per scambiare intorno a 81,35 dollari al momento della stesura, pur rimanendo in calo dello 0,48% nella seduta. Il WTI, o West Texas Intermediate, è un benchmark di greggio statunitense “leggero” e “dolce”, distribuito tramite l’hub di Cushing. Il suo prezzo è guidato da domanda e offerta, con la politica produttiva dell’OPEC e il dollaro USA tra i principali fattori. Anche i dati settimanali sulle scorte dell’API, pubblicati ogni martedì, e quelli dell’EIA, diffusi il giorno successivo, possono muovere i prezzi; i due valori risultano tipicamente entro l’1% l’uno dall’altro nel 75% dei casi, mentre l’OPEC comprende 12 Paesi produttori di petrolio e l’OPEC+ aggiunge dieci membri non OPEC, inclusa la Russia.
Volatilità di breve periodo e idee di trading
Con il WTI in impennata a 81,35 dollari dopo l’annuncio del blocco Houthi, ci aspettiamo un forte aumento della volatilità sul mercato petrolifero nel breve termine. Per i trader di derivati, questo improvviso rischio geopolitico implica che le opzioni sulla prima scadenza registreranno un balzo della volatilità implicita, rendendo particolarmente interessanti le call lunghe e le strategie bull call spread. Storicamente, improvvise escalation nell’area del Mar Rosso hanno fatto salire rapidamente i premi delle opzioni sul greggio e consigliamo di posizionarsi in vista di un’ulteriore espansione dei premi.
Suggeriamo di utilizzare spread di calendario, in particolare acquistando contratti WTI sulla scadenza più vicina e vendendo scadenze più lontane per intercettare l’ampliamento della backwardation. Quando crescono le minacce alle spedizioni fisiche, l’offerta immediata diventa molto ricercata, portando il prezzo della scadenza ravvicinata a trattare a premio rispetto ai mesi successivi. Durante le interruzioni del trasporto nel Mar Rosso a inizio 2024, spread analoghi sulla scadenza pronta si sono allargati di diversi dollari, una dinamica che ci aspettiamo possa ripetersi nelle prossime settimane.
Quadro macro e gestione del rischio
La nostra impostazione rialzista è supportata da scorte globali tese, soprattutto considerando che la Strategic Petroleum Reserve statunitense rimane su livelli storicamente bassi, intorno a 375 milioni di barili, offrendo una protezione limitata contro shock di offerta. Al tempo stesso, l’OPEC+ ha mantenuto controlli severi sulla produzione, il che significa che c’è pochissima capacità inutilizzata pronta a compensare eventuali interruzioni in Medio Oriente. L’assenza di un “cuscinetto” di offerta implica che anche un blocco solo parzialmente efficace potrebbe spingere rapidamente il WTI verso i 90 dollari.
Per gestire gli enormi rischi di questa situazione, raccomandiamo stop-loss disciplinati su eventuali posizioni dirette in futures per proteggere il capitale. Le call out-of-the-money restano lo strumento preferito, poiché limitano il rischio al ribasso offrendo al contempo un potenziale rialzista teoricamente illimitato se il conflitto dovesse intensificarsi. Occorre inoltre monitorare il rapporto sulle scorte dell’EIA in uscita questo mercoledì: un calo delle scorte di greggio superiore alle attese probabilmente accelererebbe questo slancio al rialzo.
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