Il WTI oscilla intorno a 81 dollari mentre si allentano le tensioni tra Stati Uniti e Iran e si avvicina la decisione della Fed

by VT Markets
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Jul 28, 2026

Il WTI si è stabilizzato vicino a 81,00 dollari dopo il brusco calo della seduta precedente, dopo essere sceso in precedenza a un minimo di una settimana negli scambi asiatici. Il movimento ha riflesso un parziale riassorbimento del premio per il rischio geopolitico, con l’allentamento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, anche se i trader sono rimasti cauti in attesa di ulteriori sviluppi sul fronte mediorientale.

La diplomazia ha guadagnato slancio dopo che gli Stati Uniti hanno sospeso, a tarda sera di venerdì, la campagna di bombardamenti contro l’Iran, al termine di circa due settimane di attacchi, e Donald Trump ha dichiarato lunedì che i colloqui stavano procedendo bene e che una soluzione era possibile. L’attenzione si è poi spostata sulle rotte marittime: gli Houthi yemeniti sostenuti dall’Iran hanno dichiarato un blocco navale contro l’Arabia Saudita e hanno attaccato siti petroliferi sauditi sulla costa del Mar Rosso, mentre il transito limitato nello Stretto di Hormuz ha mantenuto vive le paure di interruzioni dell’offerta. Separatamente, i mercati attendevano anche l’esito della riunione FOMC di due giorni, con la Fed attesa annunciare la decisione mercoledì; il segnale di politica monetaria potrebbe muovere il dollaro e, di riflesso, le materie prime quotate in USD come il greggio.

Raccomandazioni operative strategiche in un contesto di attenuazione geopolitica

Raccomandiamo ai trader su derivati di adottare un’impostazione neutrale o leggermente prudente sul WTI, mentre i prezzi consolidano nell’area di 81,00 dollari. Il recente allentamento delle ostilità tra Stati Uniti e Iran ha eroso parte del premio per il rischio geopolitico, ma sconsigliamo per ora posizioni short aggressive. Storicamente, il greggio tende a trovare un solido supporto in prossimità della soglia psicologica degli 80 dollari durante fasi di transizione diplomatica.

Occorre monitorare da vicino lo Stretto di Bab el-Mandeb e lo Stretto di Hormuz, dove le restrizioni al transito minacciano corridoi energetici vitali. Queste vie d’acqua, nel complesso, consentono il passaggio di oltre 20 milioni di barili di petrolio al giorno, pari a circa il 20% del consumo globale di prodotti petroliferi liquidi. Data questa enorme concentrazione dell’offerta, qualsiasi improvvisa escalation potrebbe innescare rapidamente un balzo del 5%-10% dei future sul WTI.

Gestione della volatilità e posizionamento in vista degli eventi chiave

Oltre alla geopolitica, è necessario posizionarsi in vista dell’imminente riunione del FOMC, che influenzerà in modo significativo il dollaro e le quotazioni delle materie prime. Inoltre, i recenti dati settimanali dell’EIA, che mostrano scorte commerciali di greggio USA intorno a 450 milioni di barili, suggeriscono che il mercato domestico rimane relativamente tirato. Proponiamo l’utilizzo di straddle su opzioni o strategie di strangle ampie per sfruttare la volatilità attesa senza assumere una direzione netta.

Nelle prossime settimane, dobbiamo prepararci a oscillazioni improvvise dei prezzi più che a un trend prolungato. Considerato che le principali istituzioni finanziarie evidenziano rischi persistenti in Medio Oriente, riteniamo essenziale mantenere stop-loss stretti. Continueremo a monitorare il supporto a 78,50 e la resistenza a 83,50 come livelli chiave che potrebbero innescare le nostre prossime operazioni direzionali.

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