Il WTI ha esteso mercoledì la flessione per la terza seduta consecutiva, scambiando intorno a 79,50 dollari e scivolando sotto quota 80. Il benchmark statunitense è in calo del 9% rispetto ai massimi della scorsa settimana sopra 87,00 dollari, poiché le indiscrezioni su contatti tra Iran e Oman per la riapertura dello Stretto di Hormuz hanno attenuato la componente di rischio incorporata nei prezzi. L’Oman News Agency ha riferito che i due Paesi stanno tenendo colloqui tecnici per definire un corridoio marittimo permanente, mentre vi sono indicazioni che una rotta temporanea potrebbe essere annunciata a breve; Teheran ha però collegato qualsiasi ritorno alla libera navigazione alla rimozione di un blocco navale statunitense sui porti iraniani.
Un nuovo pacchetto di sanzioni USA contro l’Iran ha fatto poco per arrestare la vendita. L’attenzione si sposta anche sui dati sulle scorte negli Stati Uniti, con l’Energy Information Administration attesa a segnalare un aumento di 1,9 milioni di barili nella settimana del 21 agosto, dopo il rialzo di 4,4 milioni della settimana precedente. Se confermato, sarebbe il quarto incremento settimanale consecutivo delle scorte di greggio.
Strategie di trading ribassiste mentre i rischi geopolitici si attenuano
Raccomandiamo ai trader su derivati di adottare nelle prossime settimane un’impostazione ribassista sul greggio WTI, con il ridimensionamento dei rischi geopolitici e l’aumento dell’offerta globale. Con il WTI in calo del 9% dal recente picco oltre 87 dollari verso l’area 79,50, il mercato sta rapidamente scontando l’extra-premio legato al conflitto. Per capitalizzare questa spinta al ribasso, suggeriamo l’acquisto di put a breve scadenza o la costruzione di bear call spread.
La potenziale riapertura dello Stretto di Hormuz rappresenta un fattore di svolta rilevante: questo passaggio stretto storicamente consente il transito di circa 20 milioni di barili al giorno, pari a circa il 20% dei consumi mondiali di prodotti petroliferi. Poiché gli Stati Uniti hanno scelto di non imporre sanzioni secondarie ai partner commerciali dell’Iran, ci attendiamo che le ansie sull’offerta locale si riducano ulteriormente. Consigliamo di vendere call con scadenze ravvicinate per beneficiare della perdita di valore temporale (theta) man mano che le paure geopolitiche, fonte di volatilità, continuano a raffreddarsi.
Aumento delle scorte, contango e approcci di gestione del rischio
Sul fronte dell’offerta, i dati sulle scorte domestiche supportano in modo significativo la nostra view short. L’aumento previsto di 1,9 milioni di barili per la settimana terminata il 21 agosto segnerebbe il quarto rialzo consecutivo, dopo il forte incremento di 4,4 milioni della settimana precedente. Ci aspettiamo che questo eccesso di offerta crescente spinga il WTI verso il successivo importante livello di supporto in area 75 dollari, rendendo particolarmente interessanti posizioni short sui futures.
Per i trader che intendono gestire il rischio, raccomandiamo l’utilizzo di calendar spread per sfruttare l’allargamento della struttura in contango, mentre i prezzi del contratto front-month si indeboliscono più rapidamente rispetto alle scadenze più lunghe. Le tendenze storiche mostrano che aumenti consecutivi delle scorte a fine agosto in genere segnalano l’uscita dalla fase di picco della stagione estiva di guida, smorzando ulteriormente la domanda fisica. Suggeriamo di mantenere stop-loss stretti in prossimità della resistenza a 82 dollari, nel caso in cui i colloqui tecnici tra Iran e Oman subiscano improvvisi ritardi.
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