Il saldo commerciale del Giappone su base bilancia dei pagamenti (BOP) si è ridotto bruscamente a maggio, scendendo a un surplus di 6,9 miliardi di yen dai 395,7 miliardi del mese precedente. Il movimento indica una posizione esterna delle merci quasi piatta nel periodo.
Su base BOP, il dato di maggio lascia il saldo solo marginalmente sopra lo zero dopo il surplus più ampio di aprile. I numeri evidenziano una marcata compressione mese su mese del saldo commerciale del Giappone, con un calo del surplus di 388,8 miliardi di yen.
Implicazioni per USD/JPY e per lo yen giapponese
Dato il forte calo del surplus commerciale del Giappone fino a quasi azzerarsi a maggio 2026, lo interpretiamo come un segnale chiaro di debolezza sottostante per lo yen giapponese. Un surplus in contrazione riduce l’afflusso di valuta estera derivante dall’acquisto di beni giapponesi, esercitando pressione al ribasso sul JPY. Prevediamo che la coppia USD/JPY prosegua il trend rialzista nelle prossime settimane.
Questo crollo non sorprende alla luce dei recenti fattori esterni. I dati del Ministero delle Finanze giapponese mostrano che il costo delle importazioni energetiche è aumentato del 14% su base annua nel secondo trimestre, mentre i più recenti dati sull’indice dei direttori degli acquisti (PMI) della Cina, un mercato di esportazione chiave, sono scesi a 49,8, segnalando contrazione. La combinazione di importazioni più care e domanda estera in rallentamento suggerisce che la debolezza del saldo commerciale persisterà.
In risposta, stiamo valutando l’acquisto di opzioni call su USD/JPY con strike mirati al livello 162,50, con scadenze a fine luglio e agosto. Storicamente, fasi di rapido deterioramento del saldo commerciale, come a fine 2022, hanno preceduto un indebolimento significativo dello yen prima di eventuali interventi ufficiali. L’orientamento ancora accomodante della Bank of Japan, ribadito nella riunione di giugno, rafforza ulteriormente questa lettura.
Derivati azionari e prospettive sulla volatilità
Per i derivati azionari, il quadro è misto per il Nikkei 225. Se da un lato uno yen più debole sostiene i profitti rimpatriati dei grandi esportatori giapponesi, dall’altro la ragione alla base dei dati commerciali deboli—il rallentamento della domanda globale—rappresenta un fattore fundamentalmente negativo per il loro business. Di conseguenza, vediamo un’opportunità nell’acquisto di volatilità sul Nikkei, poiché il Nikkei Volatility Index si colloca attualmente su un livello relativamente basso di 18,5.
Considerato questo conflitto tra una valuta di supporto e una domanda globale debole, stiamo guardando a strategie long straddle su ETF con forte esposizione agli esportatori. Questa posizione beneficia di un movimento ampio in entrambe le direzioni e sfrutta l’aumento dell’incertezza. Riteniamo che il mercato stia attualmente sottovalutando il rischio di un forte rally trainato dal cambio oppure di una correzione guidata dal deterioramento della domanda globale.
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