La propensione al rischio in Asia si è rafforzata, anche se l’ASX 200 australiano ha sottoperformato dopo che un’inflazione più calda ha ribadito i rischi di ulteriore restrizione monetaria. Il CPI di luglio in Australia è salito dell’1,0% m/m e del 3,5% a/a, mentre il PPI dei servizi giapponese di luglio si è attestato al 3,6% a/a. I future sul petrolio e i rendimenti hanno ripiegato su notizie di un possibile spostamento degli USA dagli attacchi alle sanzioni e di colloqui paralleli Iran–Oman su un quadro “a fasi” per garantire una navigazione sicura nello Stretto di Hormuz, con l’obiettivo di una rotta permanente entro 60 giorni; i transiti di navi per commodity sono stati 5 contro 1 in precedenza e restano sotto la media a 10 giorni. Il WTI è sceso del 2,0% a 80,69 $/bbl, l’oro ha perso lo 0,3% a 4.644 $/oncia e BTC è sceso del 2,2% a 78.903.
L’attenzione si sposta sui commenti di giovedì del vicegovernatore della BoJ Himino, sulla decisione sui tassi della BoK, sugli utili di Nvidia e su Jackson Hole, insieme al core PCE USA. Negli Stati Uniti, la fiducia dei consumatori di agosto è scesa a 89,4 rispetto a 90,2 atteso; i prezzi delle case FHFA di giugno sono risultati invariati m/m contro +0,2% atteso e +0,4% q/q contro +0,6% precedente. Le vendite di nuove case di luglio sono state 607mila contro 620mila attese, i mesi di offerta sono saliti a 9,6 da 9,3 e l’asta del Tesoro da 69 mld $ sul 2 anni è stata assegnata al 4,204% contro 4,315% precedente, con bid-to-cover a 2,60x. Wall Street ha chiuso in rialzo, con l’S&P 500 a +0,3% a 7.677 e il Nasdaq a +0,7% a 26.151.
Attese di policy e strategie valutarie
Dovremmo monitorare da vicino i future sui tassi a breve in Australia e Giappone, poiché l’inflazione “appiccicosa” mantiene entrambe le banche centrali su un’impostazione hawkish in vista delle riunioni di settembre. Con il CPI australiano di luglio balzato a sorpresa al 3,5% e il PPI dei servizi giapponese a un massimo pluriennale del 3,6%, la probabilità di rialzi dei tassi è aumentata sensibilmente. Raccomandiamo di utilizzare opzioni call su AUD e JPY per posizionarsi su un potenziale apprezzamento valutario, soprattutto dopo che Deutsche Bank prevede ora un rialzo RBA al 4,6%.
Volatilità energia, Treasury USA e strategie in opzioni equity
Nel comparto energia, occorre prepararsi a volatilità mentre il greggio testa il supporto degli 80 dollari al barile, in un contesto di fragili colloqui diplomatici sullo Stretto di Hormuz. Sebbene indiscrezioni non confermate su un possibile accordo USA-Iran per un alleggerimento delle sanzioni abbiano spinto i prezzi al ribasso, i precedenti storici mostrano che i titoli geopolitici possono innescare rapidamente oscillazioni del 5%-10% su Brent e WTI. Per gestire questo scenario, i trader in derivati dovrebbero valutare l’acquisto di put at-the-money (o quasi) mantenendo al contempo call out-of-the-money per coprirsi dal rischio di un improvviso deterioramento dei negoziati.
Con il Symposium di Jackson Hole al via domani e l’intervento previsto del presidente della Federal Reserve Kevin Warsh, ci attendiamo un repricing significativo sui derivati dei Treasury USA. Una minoranza consistente del mercato continua a prezzare un possibile rialzo dei tassi a settembre, sostenuta dall’avvertimento della presidente della Fed di Boston Collins secondo cui i tassi devono salire se la disinflazione dovesse interrompersi. Suggeriamo di operare sul tratto “front-end” della curva tramite opzioni su Treasury a breve durata per cogliere eventuali cambi repentini nelle attese di politica monetaria.
Infine, il mercato delle opzioni azionarie sta prezzando movimenti impliciti rilevanti in vista degli utili di Nvidia attesi per stasera. L’S&P 500 è risalito a 7.677, ma la propensione al rischio complessiva resta altamente sensibile alla performance del tech e alle pressioni salariali regionali, come i recenti accordi sindacali da diversi miliardi di dollari in Corea del Sud. L’implementazione di strategie market-neutral, come iron condor o straddle sul Nasdaq, consentirebbe di beneficiare di una contrazione della volatilità implicita una volta assorbiti i dati di bilancio.
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