L’Italia ha collocato BTP decennali all’ultima asta con un rendimento dell’1,63%, in calo dal 3,77% della precedente emissione. La flessione segnala costi di finanziamento nettamente inferiori per Roma su questa scadenza.
I rendimenti dei BTP crollano e lo spread nell’Eurozona si restringe
Stiamo assistendo a un cambiamento di portata storica nel mercato obbligazionario italiano, con il rendimento del decennale precipitato all’1,63%. Ciò indica una forte riduzione del rischio percepito nel detenere debito italiano, probabilmente sostenuta da un intervento significativo della banca centrale. Non si tratta di un movimento marginale: di fatto ricalibra il rischio sovrano all’interno dell’Eurozona.
Lo spread tra BTP italiani e Bund tedeschi si è compresso in modo marcato, scendendo da oltre 250 punti base a quasi 115 nell’ultimo mese. Riteniamo che questo nuovo livello di spread, più contenuto, sia destinato a durare nel medio termine. Dovremmo utilizzare i future sui titoli di Stato per posizionarci su uno spread che resti stretto, poiché contrastare questo trend appare inutile.
Scenario rialzista per azioni italiane ed euro
Questo drastico calo dei costi di indebitamento è fortemente positivo per l’azionario italiano. L’indice FTSE MIB è già salito del 7% nell’ultima settimana e ci aspettiamo che un contesto di credito a basso costo alimenti ulteriori investimenti aziendali e crescita degli utili. Di conseguenza, stiamo acquistando opzioni call sul FTSE MIB per catturare il potenziale rialzo atteso.
La riduzione del rischio di frammentazione nell’Eurozona è inoltre un fattore favorevole per la valuta. Nonostante le politiche espansive che hanno contribuito a questo calo dei rendimenti, per ora la rimozione del “tail risk” si sta rivelando il driver più determinante. Con il cambio EUR/USD che ha superato 1,12 per la prima volta quest’anno, ci posizioniamo per ulteriore forza acquistando opzioni call sull’euro contro il dollaro.
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