Il “risk-on” ha dato l’impronta fin dalle prime ore di mercoledì, mentre i mercati valutavano le prospettive di un disgelo diplomatico in Medio Oriente; più tardi l’attenzione si sposterà sui dati dell’occupazione nel settore privato USA e sull’ISM Services PMI di luglio. Il petrolio è sceso dopo indiscrezioni che indicavano una ripresa delle attività nello Stretto di Hormuz: il WTI ha perso quasi il 6% martedì e poi si è stabilizzato attorno a 74 dollari mercoledì, mentre il Brent è scivolato sotto gli 80 dollari/barile su speculazioni di accordo. Le azioni USA hanno aggiornato i massimi storici, con DJIA e S&P 500 in chiusura a livelli record, anche se il Dollar Index ha limato ed è rimasto sotto 100,00; i future azionari statunitensi erano in rialzo dello 0,3%-0,5% in Europa. L’oro è salito di oltre il 2% a circa 4.170 dollari.
La retorica della Fed ha mantenuto un’impostazione hawkish: le dichiarazioni del presidente della Fed di Kansas City, Jeff Schmid, hanno ottenuto 7,3/10 sul FXS Speechtracker, sopra la media storica di 7/10, e hanno ribadito l’obiettivo d’inflazione al 2% basato sul PCE. Sul mercato FX, USD/JPY è rimasto sotto 158,00, EUR/USD è salito di circa lo 0,2% e si è mantenuto sopra 1,1530 in vista del PPI Eurostat di giugno, mentre GBP/USD è scambiato in area 1,3450. Il tasso di disoccupazione della Nuova Zelanda è salito al 5,6% nel 2° trimestre dal 5,4% del 1° trimestre, contro una previsione del 5,4%, e NZD/USD è sceso di circa lo 0,5% a circa 0,5870.
Prospettive sui derivati su commodity e metalli preziosi
Dobbiamo prepararci a una prosecuzione della pressione ribassista sui derivati del greggio man mano che avanzano i negoziati per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Con il Brent sotto 80 dollari e il WTI stabile vicino a 74, le opzioni put di breve termine offrono un modo convincente per capitalizzare su questo venir meno del premio per il rischio geopolitico. Storicamente, quando vengono riaperti snodi di navigazione critici, i prezzi del greggio tendono a riassorbire rapidamente l’intero premio per il rischio, talvolta scendendo di un ulteriore 10%-15% nelle settimane successive.
Nonostante i funzionari della Federal Reserve avvertano che i tassi devono restare più alti più a lungo per contrastare un’inflazione trainata dall’AI, il balzo dell’oro a 4.170 dollari evidenzia una domanda di fondo estremamente solida. Raccomandiamo l’utilizzo di bull call spread sui future dell’oro per cogliere ulteriore rialzo limitando il premio pagato in un contesto di elevata volatilità. La strategia è coerente con i trend storici in cui l’oro agisce da copertura resiliente durante fasi di cambiamenti tecnologici strutturali e spesa in conto capitale persistente.
Strategia su opzioni azionarie e valutarie
Con S&P 500 e Dow Jones su nuovi massimi storici oggi, i trader di derivati azionari dovrebbero sfruttare una volatilità implicita a buon mercato per acquistare put di protezione. Un Indice di Volatilità (VIX) storicamente basso in prossimità dei picchi di mercato rende in questo momento molto conveniente la copertura del portafoglio contro ribassi. Ciò è particolarmente cruciale perché i prossimi dati USA sull’ISM Services PMI e sull’occupazione potrebbero innescare prese di profitto improvvise se i numeri macro deludessero.
Nel mercato delle opzioni valutarie, vediamo una chiara opportunità di andare short sul Dollaro neozelandese contro il Dollaro USA. Il tasso di disoccupazione della Nuova Zelanda in aumento al 5,6% nel secondo trimestre segnala una marcata debolezza domestica, in netto contrasto con la resilienza dell’economia statunitense. L’acquisto di opzioni put su NZD/USD consente di sfruttare l’allargamento della divergenza di politica monetaria, mentre la Reserve Bank of New Zealand affronta pressioni per tagliare i tassi più rapidamente della Federal Reserve.
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