Il rally di tre settimane del greggio ha incontrato una convergenza di resistenze ai ritracciamenti di Fibonacci del 50% e del 61,8%, ai massimi di giugno e a una trendline discendente, prima che un breve breakout venisse poi riassorbito. Venerdì il mercato ha aperto a 92,50 dollari, ha toccato 92,81 e ha ripiegato sotto i 90 pur mentre l’Iran respingeva una proposta di cessate il fuoco, gli attacchi Usa registravano la 12ª notte consecutiva, il Brent scambiava sopra 100 dollari per la prima volta da maggio e venivano ventilati piani per un attacco più ampio. Dopo la chiusura, il Pentagono ha sospeso la campagna di bombardamenti e nel fine settimana gli attacchi sono stati interrotti, mentre l’Iran si è detto disposto a una pausa condizionata al suo mantenimento; l’Oman ha facilitato colloqui tecnici e ha iniziato a delinearsi un quadro per il transito di navi sotto gestione iraniana con minori restrizioni alla navigazione. Lunedì il WTI è sceso di circa il 7%, con il Brent in calo maggiore.
L’oro, invece, è salito di meno dell’1% nonostante il crollo del petrolio, l’allentamento delle condizioni in USD e un rapido spostamento delle probabilità di un rialzo dei tassi a settembre da circa 50% a oltre 80%, che si è poi in parte riassorbito in vista della decisione della Federal Reserve di mercoledì. Il confronto con l’8 luglio è stato netto: allora il greggio aveva guadagnato il 6,79% e l’oro era sceso del 2,18%, eppure un movimento del petrolio quasi equivalente ma di segno opposto ha generato solo una risposta attenuata dell’oro. I future azionari hanno reagito con maggiore forza, con i future sul Dow in rialzo di circa 550 punti, l’S&P 500 in aumento di circa l’1% e il Nasdaq più tonico. Sul rischio shipping, una petroliera ha attraversato Hormuz il 24 luglio contro 50 un anno prima, mentre fonti locali hanno citato quattro navi respinte e incendi in raffineria dopo attacchi degli Houthi.
Segnali tecnici di mercato contro i titoli di giornata
In questa fase dobbiamo osservare i grafici dei prezzi, invece di reagire ai titoli quotidiani. La recente storia di mercato mostra che i livelli tecnici di resistenza spesso segnalano la fine di un rally giorni prima che arrivi la notizia. Per esempio, il greggio colpisce ripetutamente solide resistenze di Fibonacci e inverte la rotta poco prima che vengano annunciati improvvisi stop diplomatici.
Attualmente il West Texas Intermediate (WTI) mostra una volatilità marcata, simile ai cali overnight del 7% osservati dopo rally prolungati. I dati energetici più recenti indicano che la crescita della domanda globale di petrolio si è raffreddata a circa 1,2 milioni di barili al giorno, rendendo questi “soffitti” tecnici di resistenza molto più difficili da superare. Gli operatori in derivati dovrebbero evitare di inseguire improvvise impennate del petrolio, perché sono altamente soggette a rapidi pullback quando i rischi geopolitici overnight si attenuano.
Metalli preziosi, dollaro USA e rischio Fed
Dobbiamo anche prestare molta attenzione al comportamento asimmetrico dell’oro, una classica firma di un mercato inserito in un trend ribassista più ampio. Anche quando il petrolio crolla e le aspettative d’inflazione scendono — condizioni che tipicamente sostengono i metalli preziosi — l’oro è riuscito a malapena a strappare un modesto rialzo. Questa reazione debole suggerisce che i venditori mantengono saldamente il controllo del comparto dei preziosi.
Nelle prossime settimane, qualsiasi piccolo rimbalzo di oro e argento va considerato come un rally di sollievo temporaneo, più che come un’inversione di tendenza sostenibile. La tendenza dell’argento a segnare nuovi minimi anche con dati d’inflazione morbidi conferma ulteriormente che, al momento, la strada di minore resistenza resta al ribasso. Occorre gestire il rischio evitando posizioni lunghe in questo settore finché non si formerà un chiaro “pavimento” tecnico.
Inoltre, il Dollar Index (DXY) mostra segnali di una pausa temporanea dopo aver chiuso sopra il proprio pattern di “flag” settimanale. Storicamente, il dollaro presenta una forte tendenza statistica a invertire la direzione di breve in prossimità del cambio di mese. Ciò suggerisce che potremmo vedere alcuni giorni di moderata debolezza del dollaro nel passaggio ad agosto, offrendo a metalli e titoli minerari una brevissima finestra per raggiungere le rispettive aree-obiettivo di rimbalzo.
La decisione della Federal Reserve di questo mercoledì agirà probabilmente da principale catalizzatore per queste inversioni su valute e commodity. Con il mercato che prezza una pausa sui tassi, la formulazione precisa della banca centrale su inflazione e futuri tagli determinerà il prossimo grande trend. Dobbiamo mantenere dimensioni di posizione prudenti, perché qualsiasi sorpresa hawkish potrebbe rilanciare immediatamente il rally del dollaro e far precipitare i prezzi dell’oro.
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