Le valute asiatiche sono tornate sotto pressione, mentre l’aumento dei prezzi del petrolio e i persistenti rischi inflazionistici hanno pesato sulla performance, lasciando rupia indiana e baht thailandese come le più deboli della regione. Entrambe sono scese di circa l’1% contro il dollaro USA la scorsa settimana, anche se l’indice del dollaro (DXY) era più debole, a conferma della loro sensibilità al rimbalzo del greggio. Il deterioramento del saldo esterno della Thailandia e i deficit delle partite correnti hanno mantenuto il baht esposto a ulteriori ribassi.
I rischi inflazionistici sono rimasti orientati verso l’alto, poiché le tensioni geopolitiche in Medio Oriente hanno spinto al rialzo i costi energetici. Il Brent è rimbalzato intorno a 88 USD/bbl con l’aumento dei premi per il rischio e il calo del traffico di petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, mentre i prezzi della benzina negli Stati Uniti sono rimasti elevati rispetto ai livelli pre-conflitto. I rendimenti dei Treasury USA sono scesi dopo dati CPI e PPI di giugno più morbidi, ma sono rimasti sopra il 4%; le aspettative d’inflazione a 1 anno dell’Università del Michigan si sono attestate al 4,2% a/a a luglio rispetto al 4,6% precedente; le aspettative a 5–10 anni sono rimaste al 3,3%.
Opportunità sui derivati in un contesto di volatilità valutaria ed energetica
Consigliamo ai trader di derivati di costruire posizioni lunghe su USD/THB e USD/INR tramite opzioni call per sfruttare la debolezza in corso delle valute asiatiche. La dipendenza energetica della Thailandia è estremamente critica, poiché il Paese importa circa l’85% del proprio consumo di greggio. Con il Brent attorno a 88 dollari al barile, la pressione sulla bilancia commerciale thailandese rende il baht un target ideale per opzioni FX ribassiste.
Per capitalizzare questo scenario, raccomandiamo l’acquisto di opzioni call USD/THB a breve scadenza con strike in area 36,80 per catturare l’immediata volatilità al rialzo. La situazione dell’India è simile e i dati storici mostrano che la rupia tende a deprezzarsi in modo costante contro il dollaro quando il Brent supera gli 85 dollari. L’utilizzo di forward valutari per fissare livelli USD/INR sopra 84,00 proteggerà i portafogli da questi persistenti shock sui costi di importazione.
Strategie per la gestione del rischio su reddito fisso e tassi d’interesse
Sul fronte del reddito fisso, dovremmo prepararci a un periodo prolungato di tassi elevati assumendo posizioni corte sui future sui Treasury USA. Poiché i rendimenti dei Treasury restano solidi sopra il 4,0% e le aspettative d’inflazione dei consumatori rimangono ancorate al 4,2%, un rapido ciclo di tagli dei tassi è altamente improbabile. Pagare il fisso su swap sui tassi a 2 anni offre una copertura affidabile, mentre i rischi inflazionistici globali restano sbilanciati verso l’alto.
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