I rialzi generalizzati del Dollaro statunitense (USD) si sono attenuati verso fine settimana, con l’indebolimento dei prezzi del petrolio e il rientro dei rendimenti USA dai recenti massimi, dopo una correzione guidata dal comparto tecnologico. Le valute ad alto beta hanno sovraperformato, mentre Euro (EUR) e Sterlina (GBP) hanno segnato lievi progressi senza però trasformare pienamente le sorprese positive sui dati domestici in movimenti relativi più marcati. Le tensioni geopolitiche attorno all’Iran e lo spostamento dell’attenzione del mercato verso la prossima settimana hanno continuato a sostenere Dollaro e rendimenti USA.
L’attenzione si è spostata sul rischio legato al Federal Open Market Committee (FOMC), con le quotazioni implicite nei swap in lieve arretramento rispetto al massimo del giorno precedente, pur con gli overnight index swaps (OIS) che continuavano a prezzare una certa probabilità di ulteriore restrizione da parte della Federal Reserve. Il mercato prezzava 7 pb di tightening per la prossima settimana. Anche i prezzi dell’energia erano rimbalzati, mentre restava in corso la revisione delle operazioni della Fed guidata da Warsh.
Posizionamento in vista del cambio di regime per USD e rendimenti
Raccomandiamo ai trader su derivati di adeguare il posizionamento per tenere conto dell’attuale ammorbidimento del Dollaro, mentre i rendimenti dei Treasury rientrano dai recenti picchi. Con il rendimento del Treasury decennale in arretramento verso il 4,15% dopo una settimana volatile di sell-off azionari trainati dalla tecnologia, la pressione di breve sul biglietto verde si sta riducendo. Suggeriamo di valutare opzioni che possano beneficiare di questo sollievo temporaneo sulle valute ad alto beta.
Nonostante dati macro domestici positivi, sia Euro sia Sterlina faticano a mettere a segno progressi significativi contro l’USD. Ad esempio, i recenti dati dell’Eurozona hanno mostrato una resilienza inattesa, ma l’EUR/USD resta ingabbiato in area 1,09. Proponiamo ai trader su derivati di utilizzare strategie da trading range, come gli iron condor, per sfruttare questa mancanza di momentum rialzista.
Coperture per il rischio geopolitico e FOMC in arrivo
L’aumento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente continua a fornire un “pavimento” ai prezzi dell’energia e all’USD. I benchmark globali del petrolio, come il Brent, restano volatili in area 80 dollari al barile, livello che storicamente innesca flussi verso i beni rifugio a favore del biglietto verde durante le chiusure dei mercati nel fine settimana. Riteniamo che mantenere call long su USD o acquistare protezione sulla volatilità sia una copertura efficace contro improvvisi picchi di rischio nel weekend.
Il prossimo meeting FOMC della settimana entrante è il principale evento di rischio, con gli swap che al momento prezzano una contenuta probabilità di tightening pari a 7 punti base. Sebbene alcuni segmenti di mercato temano una sorpresa restrittiva, ci attendiamo che la Federal Reserve lasci i tassi invariati. Consigliamo di posizionarsi per un possibile “volatility crush” post-annuncio attraverso la vendita di straddle di breve scadenza attualmente costosi.
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