I segnali macroeconomici cinesi di luglio indicano un rallentamento della dinamica: il PMI manifatturiero ufficiale è sceso a 49,2, tornando in area di contrazione per la prima volta da marzo. I nuovi ordini sono scivolati ulteriormente sotto 49, mentre le componenti produzione e nuovi ordini all’export hanno mostrato maggiore tenuta. Anche i PMI di servizi e costruzioni sono calati sui minimi pluriennali, segnalando una domanda interna più debole, nonostante il comparto dei semiconduttori continui a sostenere commercio e attività industriale e la moderazione dei prezzi del petrolio di giugno si sia trasferita, con un lag di un mese, sui prezzi di export e import di luglio.
L’inflazione è scesa: il CPI a luglio si è attestato allo 0,5% su base annua, la prima lettura sotto l’1% in sei mesi, trainata da cali mese su mese di alimentari e carburanti. Il PPI è diminuito su base mensile per effetto della flessione dei prezzi dei prodotti legati alla benzina, ma il dato headline è rimasto al 4,1% su base annua. Gli effetti base hanno sostenuto le vendite al dettaglio e hanno impedito un ulteriore peggioramento degli investimenti in asset fissi da inizio anno, sebbene il CAGR a 2 anni abbia rallentato; nel frattempo, il meteo avverso ha pesato su edilizia e infrastrutture e gli investimenti immobiliari hanno continuato a rappresentare un freno. La domanda di prestiti è rimasta debole, ma il finanziamento tramite obbligazioni corporate e governative ha continuato a sostenere la crescita del credito complessivo.
Outlook di politica monetaria e view sul cambio
Con il PMI manifatturiero cinese in ulteriore discesa in territorio di contrazione e il CPI fermo intorno allo 0,5%, ci attendiamo che la People’s Bank of China allenti ulteriormente la politica monetaria nelle prossime settimane. Gli operatori sui derivati potrebbero valutare l’acquisto di opzioni call su USD/CNH per posizionarsi su un indebolimento dello yuan, che storicamente tende a deprezzarsi oltre 7,30 quando la domanda interna si indebolisce. Questa operazione resta particolarmente interessante poiché la debole domanda di credito e un consumo domestico più morbido continuano a esercitare pressione sulla valuta locale.
Strategie su commodity, azioni e obbligazioni
Poiché i PMI di costruzioni e servizi sono scesi sui minimi pluriennali, ci aspettiamo una forte pressione ribassista sulle commodity industriali. I trader dovrebbero considerare posizioni short su futures del rame e del minerale di ferro al London Metal Exchange o allo Shanghai Futures Exchange. Storicamente, quando gli investimenti in infrastrutture e real estate in Cina restano i principali fattori di freno, i prezzi globali del rame sono scesi del 5%-8% entro un mese dalla pubblicazione di dati così deboli.
Sul fronte dei derivati azionari, raccomandiamo l’acquisto di opzioni put sull’Hang Seng Index o sui futures China A50. Vendite al dettaglio domestiche deboli e una persistente contrazione del settore immobiliare probabilmente limiteranno eventuali rimbalzi di breve periodo del mercato azionario. In base alle tendenze storiche, fasi analoghe di contrazione manifatturiera sotto la soglia dei 50 punti hanno portato a correzioni del 4%-6% nei principali indici azionari cinesi.
Per i trader obbligazionari, la migliore strategia nel breve termine è andare long sui futures sui titoli di Stato cinesi. Con rischi inflazionistici pressoché assenti—CPI sotto l’1% e PPI in calo—i rendimenti hanno un’elevata probabilità di scendere. Prevediamo che il rendimento del decennale governativo, che nelle recenti fasi di debolezza economica si è mosso vicino a minimi storici intorno al 2,1%, possa calare ulteriormente.
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