I prezzi del petrolio si sono stabilizzati intorno agli 80 dollari al barile, mentre i mercati valutavano l’affermazione dell’Iran su un accordo con l’Oman relativo a una rotta di navigazione proposta attraverso lo Stretto di Hormuz. Il piano, se attuato, potrebbe restare operativo per due-quattro mesi, riducendo la percezione del rischio di interruzioni per Brent e WTI, mentre il sostegno degli Stati Uniti a qualsiasi intesa resta poco chiaro.
Il Brent è sceso poiché le quotazioni hanno incorporato una minore probabilità di un’interruzione prolungata, anche se la cautela permane alla luce dei rischi ancora presenti per la navigazione. Notizie di esplosioni in prossimità dell’Oman e le minacce degli Houthi contro le petroliere hanno mantenuto elevato il premio per il rischio. Allo stesso tempo, scorte di greggio USA più consistenti, insieme a un miglioramento degli stock a Cushing, hanno contribuito ad attenuare la pressione, anche se una nuova interruzione in un terminal di export del Mar Nero ha riportato in primo piano i rischi più ampi sul fronte dell’offerta.
Posizionarsi per la volatilità in un contesto di stabilità temporanea
Riteniamo che i trader di derivati dovrebbero sfruttare questa stabilizzazione temporanea in area 80 dollari per posizionarsi in vista di improvvise fiammate di volatilità, invece di adagiarsi sulla calma attuale. Sebbene il corridoio di navigazione Iran-Oman proposto abbia momentaneamente attenuato i timori sull’offerta, l’assenza di un’esplicita sponda ufficiale statunitense implica che questo “cuscinetto” potrebbe svanire da un momento all’altro. Raccomandiamo l’acquisto di call out-of-the-money relativamente economiche sul Brent per proteggersi da improvvise escalation geopolitiche.
Approcci strategici con le opzioni e dinamiche di mercato
La nostra view è supportata dai recenti dati sulle scorte commerciali di greggio negli Stati Uniti, attestate intorno a 430 milioni di barili, che offrono un margine di comfort domestico nel breve periodo. Tuttavia, i dati storici mostrano che le catene di approvvigionamento globali restano estremamente fragili, con tensioni analoghe in Medio Oriente negli ultimi anni in grado di innescare in pochi giorni oscillazioni di prezzo rapide nell’ordine di 10-15 dollari. I trader possono sfruttare questo scenario impostando long straddle, così da poter beneficiare di un breakout marcato in entrambe le direzioni, man mano che il temporaneo accordo sulla navigazione viene messo alla prova sul campo.
Dovremmo inoltre monitorare da vicino lo spread Brent-WTI, che si è mantenuto intorno ai 4 dollari al barile, poiché qualsiasi escalation nello Stretto di Hormuz tenderà a far aumentare in modo sproporzionato il premio del Brent. Vendere put di breve scadenza sotto i 75 dollari mantenendo al contempo call lunghe rappresenta un modo calcolato per incassare premio restando preparati a un’impennata al rialzo. In ultima analisi, dobbiamo considerare l’attuale livello di 80 dollari come un pavimento fragile, più che un equilibrio stabile per le prossime settimane.
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