Il petrolio scende con l’allentarsi delle tensioni tra USA e Iran; intervento coordinato sullo yen scuote i mercati, rendimenti in calo

by VT Markets
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Aug 3, 2026

Una de-escalation nel weekend dello stallo USA-Iran ha dettato il tono ai mercati europei, dopo che il presidente Trump ha annullato gli attacchi pianificati e ha dichiarato che nuovi colloqui inizieranno lunedì. Il Brent è sceso di circa il 5% a ridosso di 83 $/bbl, con il WTI vicino a 74 $, e l’OPEC+ ha concordato un ulteriore aumento dei target di produzione di 188 mila bpd da settembre, completando la marcia indietro sui tagli volontari del 2023. I tassi hanno registrato un rally: i gilt decennali sono scesi di circa 6 pb al 4,98% e i Bund decennali di circa 5 pb al 3,16%; altrove, alcune stime indicavano che circa 5 milioni di barili al giorno di greggio transitavano ancora “al buio” lungo rotte collegate a Hormuz. Gli asset rischiosi si sono stabilizzati: lo STOXX 600 +0,4%, con DAX +1,47%, CAC 40 +1,24% e future S&P 500 +0,44%, mentre il Brent -4,3% e il WTI -5,2%; l’oro è salito dello 0,4% e il DXY ha ceduto lo 0,1%, mentre BTC -1,1% ed ETH -1,6%.

Sul FX, Giappone e Stati Uniti hanno confermato un intervento coordinato di acquisto di yen, con una rara partecipazione della Corea del Sud, mentre USD/JPY è sceso da vicino 164 a metà area 156, toccando 155,21; alcune indiscrezioni hanno indicato vendite per circa 65 mld $. Il pricing sulla BOJ si è spostato: probabilità di rialzo a settembre intorno al 40% e a ottobre circa all’89%, con i rendimenti dei JGB a 2 anni ai massimi dal 1995 e quelli a 5 anni su livelli record; il calendario della Fed per il 2025 resta a otto riunioni programmate, mentre un membro non votante ha sostenuto questa settimana un rialzo da 25 pb. I dati macro sono stati contrastati: PMI manifatturiero finale dell’area euro 51,9, Germania 52,2, Francia 49,8, Italia 51,3 e Spagna 50,2; PMI finale UK 51,9. Le vendite al dettaglio in Germania sono scese dell’1,1% m/m ma salite del 4,6% a/a, mentre l’inflazione in Svizzera è stata -0,1% m/m e 0,4% a/a, con la core a 0,3% a/a; l’inflazione in Turchia è stata 1,8% m/m e 31,8% a/a, e il saldo commerciale -7,3 mld $. Tra i temi corporate: colloqui su un’operazione AstraZeneca–Bristol Myers da quasi 400 mld $, l’acquisto di Atkore da parte di Prysmian a 95 $/azione per circa 3,8 mld $ di EV, Ageas che vende una quota per 1,1 mld €, e KOSPI in chiusura a -5,1%.

Strategie in derivati su petrolio, valute e azioni

Suggeriamo ai trader di derivati di puntare sul brusco crollo dei prezzi del greggio posizionandosi per una compressione della volatilità del mercato petrolifero. I dati storici mostrano che quando il Brent scende di oltre il 4% in una singola seduta per effetto di una de-escalation geopolitica, il Cboe Crude Oil Volatility Index (OVX) tende a calare in media del 12% nelle due settimane successive. Per sfruttare questa “volatility crush”, si può valutare la vendita di call out-of-the-money oppure l’esecuzione di bear put spread sui future Brent e WTI.

Sul fronte valutario, l’intervento coordinato su USD/JPY da parte di USA e Giappone va trattato come un cambio di regime fondamentale. Gli interventi multilaterali sono storicamente molto più efficaci di quelli unilaterali: le azioni congiunte dalla fine degli anni ’90 mostrano un tasso di successo approssimativo del 70% nel sostenere inversioni del cambio su un orizzonte di tre mesi. Con le probabilità di un rialzo dei tassi BOJ a ottobre ora in impennata verso l’89%, raccomandiamo l’acquisto di put su USD/JPY a breve scadenza per catturare ulteriore downside verso area 150.

Sul versante azionario, le indiscrezioni su un mega-deal da 400 miliardi di dollari tra AstraZeneca e Bristol Myers Squibb richiedono attenzione immediata sul mercato delle opzioni. I rumor su fusioni di grande scala nel pharma in genere innescano un balzo del 30%-50% della volatilità implicita sui titoli coinvolti. Si può guardare a strategie long straddle su questi nomi per trarre beneficio dalle ampie oscillazioni di prezzo attese, man mano che eventuali negoziati formali si consolidano oppure saltano.

Opportunità da rotazione settoriale e divergenze di mercato

Infine, i PMI europei misti e il calo dei rendimenti obbligazionari delineano un contesto classico per strategie di rotazione settoriale tramite opzioni su indici. Il calo dei costi energetici sta già supportando industriali e travel, mentre penalizza i colossi dell’energia. Possiamo intercettare questa divergenza acquistando call sul DAX o su indici regionali del comparto viaggi, e contestualmente acquistando put sui principali ETF europei del settore energia.

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