L’appetito per il rischio è migliorato dopo il ritorno alla diplomazia tra Stati Uniti e Iran, con l’attenzione che in seguito si è spostata sull’ISM Manufacturing PMI di luglio. Il petrolio ha registrato un forte sell-off sulla narrativa di de-escalation: il WTI era intorno a 78 dollari al barile, in calo di oltre l’8% nella giornata, mentre il Brent scambiava appena sotto 84 $/bbl dopo aver chiuso vicino a 90 $/bbl venerdì. I future sugli indici azionari sono saliti tra lo 0,5% e lo 0,8% e il Dollar Index è rimasto sotto 100,00 dopo un calo settimanale superiore all’1,5%.
I commenti della Federal Reserve hanno fatto poco per sostenere il dollaro, nonostante la presidente della Fed di Dallas, Lorie Logan, abbia registrato un punteggio FXS Speechtracker di 8,7/10 contro una media storica di 6,7/10 e abbia segnalato una preferenza per un rialzo dei tassi di un quarto di punto. Sul forex, USD/JPY è sceso sotto 155,50 ai minimi da inizio maggio prima di rimbalzare; era intorno a 156,80, in calo di circa lo 0,4%. Lunedì il ministro delle Finanze giapponese non ha commentato la possibile interventistica sul mercato valutario, dopo aver dichiarato che venerdì le autorità hanno effettuato un intervento coordinato di acquisto di yen con gli Stati Uniti. EUR/USD oscillava intorno a 1,1520, GBP/USD è sceso a poco sopra 1,3450 e l’oro ha tenuto sopra 4.000 dollari in un movimento laterale.
Strategie in derivati su petrolio, FX e oro
Raccomandiamo ai trader di derivati di concentrarsi su strategie in opzioni a breve-medio termine sul greggio per capitalizzare la improvvisa de-escalation delle tensioni USA-Iran. Storicamente, quando i prezzi del petrolio scendono di oltre l’8% in una singola seduta, la volatilità implicita—misurata dal CBOE Crude Oil Volatility Index—impennandosi rende particolarmente attraenti le strategie di vendita di premio come gli iron condor. Ci aspettiamo che il WTI consolidi nell’area 75-80 dollari nelle prossime settimane, mentre i premi per il rischio geopolitico continuano a riassorbirsi.
Sul mercato dei cambi, è necessario gestire lo yen giapponese con estrema cautela alla luce delle confermate interventi coordinati delle autorità giapponesi e statunitensi. Gli interventi valutari coordinati sono storicamente rari e altamente efficaci, spesso in grado di invertire i trend valutari fino a 30-60 giorni, sulla base delle passate azioni del G7. I trader di derivati dovrebbero valutare l’acquisto di opzioni put su USD/JPY per posizionarsi su una possibile discesa verso area 150,00, soprattutto perché il mercato ora teme ulteriori interventi improvvisi.
Con l’oro che si mantiene solido sopra la storica soglia dei 4.000 dollari nonostante il più ampio clima risk-on, vediamo un forte razionale per l’esecuzione di diagonal spread rialzisti. Statisticamente, l’oro ha registrato storicamente un guadagno medio dell’8%-10% nei mesi successivi a periodi di persistenti timori inflazionistici. Considerato che esponenti della Federal Reserve come Lorie Logan restano hawkish sui rischi di inflazione al rialzo, è probabile che l’oro mantenga la sua spinta ascendente come principale copertura.
Opportunità nei derivati azionari in un contesto di de-escalation geopolitica
Per i trader di derivati azionari, l’attuale rialzo dei future sugli indici azionari USA offre un’opportunità per acquistare bull call spread near-the-money. La combinazione di minori minacce geopolitiche e di un Dollar Index stabile sotto 100,00 tende tipicamente a favorire un contesto di supporto per l’azionario, con rendimenti positivi nel 70% dei casi in periodi analoghi post-shock geopolitico. Suggeriamo di puntare a un rialzo di breve periodo tramite opzioni sugli indici, mantenendo al contempo un monitoraggio ravvicinato dei dati ISM Manufacturing PMI di questo pomeriggio per confermare la tenuta dell’economia.
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