Il peso messicano è rimasto vicino ai massimi degli ultimi 10 anni martedì, con USD/MXN sotto 16,95 e ultimo a 16,94, mentre i mercati valutavano i dati USA e gli sviluppi USA–Iran. Il conto corrente del Messico ha registrato un surplus di 8,9 miliardi di dollari nel secondo trimestre 2026, invertendo un deficit rivisto di 18,23 miliardi di dollari nel primo trimestre. Negli Stati Uniti, rendimenti dei Treasury più contenuti hanno messo sotto pressione il dollaro, con l’US Dollar Index (DXY) in calo dello 0,08% a 98,90. Anche il rischio geopolitico ha influenzato gli scambi dopo che fonti citate da Axios hanno riferito che il Segretario di Stato USA Marco Rubio ha indicato che Washington sta passando dagli attacchi alle sanzioni contro l’Iran e che, per ora, non sono attesi nuovi raid.
Gli indicatori USA sono risultati contrastati: l’indice di fiducia dei consumatori del Conference Board è sceso sotto le attese, anche se le valutazioni di agosto sulle condizioni correnti delle imprese sono migliorate modestamente insieme a una migliore percezione del mercato del lavoro. I permessi di costruzione sono aumentati a luglio, mentre la media a quattro settimane della variazione occupazionale ADP ha superato la lettura della settimana precedente. La presidente della Fed di Boston, Susan Collins, ha mantenuto una posizione “hawkish” sull’inflazione, pur descrivendo una crescita vicino al potenziale e condizioni del lavoro coerenti con la piena occupazione; l’attenzione ora si sposta sul PCE core in vista dell’intervento del presidente della Fed Kevin Warsh a Jackson Hole, con in agenda anche ordini di beni durevoli, PIL e richieste iniziali di sussidi di disoccupazione.
Strategie di trading con derivati per la volatilità di USD/MXN
Con il peso messicano in prossimità dei massimi decennali e la coppia USD/MXN in una fascia ristretta attorno a 16,94, i trader di derivati hanno un set-up favorevole per sfruttare la volatilità di breve periodo. Raccomandiamo ai trader di opzioni di valutare put spread a breve scadenza su USD/MXN per capitalizzare il persistente momentum ribassista. Poiché l’Indice di forza relativa (RSI) è in area 31, segnalando condizioni di ipervenduto, occorre prepararsi a piccoli rimbalzi tecnici prima che il trend discendente riprenda.
Razionale fondamentale e posizionamento tattico
Il supporto fondamentale per il peso resta estremamente solido, trainato dal consistente differenziale dei tassi d’interesse del Messico. Storicamente, Banxico ha mantenuto il tasso di riferimento sensibilmente più alto della Federal Reserve, con spread spesso superiori a 500 punti base negli ultimi anni. Questo ampio differenziale di rendimento continua a incentivare il carry trade sul MXN, rendendo particolarmente attraenti le posizioni in derivati long peso per gli investitori a caccia di rendimento.
La nostra view positiva sul peso è ulteriormente rafforzata da dati macro solidi, incluso l’importante surplus di conto corrente del secondo trimestre 2026 pari a 8,9 miliardi di dollari. Inoltre, gli afflussi in valuta sono sostenuti da rimesse resilienti, che storicamente hanno toccato massimi record oltre 63 miliardi di dollari annui e continuano a fornire un solido “pavimento” di liquidità. Possiamo sfruttare questi fondamentali robusti scrivendo covered call su USD/MXN per incassare premio mentre la coppia resta contenuta sotto la resistenza a 17,33.
Nelle prossime settimane sarà essenziale monitorare da vicino i prossimi dati sul PCE core e l’attesissimo intervento del presidente della Fed Kevin Warsh a Jackson Hole. Se l’inflazione USA sorprendesse al rialzo, potrebbe innescare un rally temporaneo di USD/MXN verso la barriera della trendline discendente in area 17,36. Consideriamo eventuali rimbalzi correttivi come punti di ingresso ad alta probabilità per impostare nuove posizioni short, mirando a un movimento finale verso il supporto strutturale storico in area 15,49.
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