Il peso messicano si è indebolito contro il dollaro USA venerdì, con MXN in calo di oltre lo 0,42% dopo che i commenti a Jackson Hole del presidente della Federal Reserve Kevin Warsh hanno spinto i mercati a prezzare una potenziale stretta dei tassi nel 2026. USD/MXN è stato scambiato a 17,04 dopo un rimbalzo da 16,94, mentre il Dollar Index è salito di oltre lo 0,52% a 99,64, vicino ai massimi di sette giorni, e le attese sui tassi si sono spostate verso una possibile mossa a fine anno. Warsh ha ribadito l’obiettivo del 2% per il PCE e ha collegato la determinazione della politica monetaria alla mancanza di progressi nelle misure di inflazione di fondo.
I dati USA sono risultati contrastanti: ad agosto la fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan è diminuita e la revisione annuale dei Nonfarm Payrolls è stata di -79 mila contro attese di 183 mila, in miglioramento rispetto al precedente -911 mila. In Messico, il tasso di disoccupazione è rimasto al 2,9% a luglio contro una stima del 3%, e la bilancia commerciale ha mostrato un surplus di 0,465 miliardi di dollari, in calo rispetto ai 3,752 miliardi di giugno. Sul fronte grafico, USD/MXN era indicato a 17,0362, con medie mobili semplici ravvicinate in area 17,3077, un RSI (14) a 41,7 e livelli di downtrend di riferimento da 18,1651 e 21,0808; la settimana entrante include il saldo fiscale del Messico il 31 agosto e la fiducia dei consumatori il 3 settembre, insieme agli indici ISM PMI USA, al Beige Book e ai payrolls di agosto il 4 settembre.
Forza di breve periodo del dollaro USA contro resistenze tecniche
Dopo le dichiarazioni “hawkish” del presidente della Fed Kevin Warsh a Jackson Hole, stiamo assistendo a un’improvvisa ripresa del dollaro USA, che ha riportato la coppia USD/MXN sopra quota 17,00. Sebbene questo impulso di breve abbia colto alcuni di sorpresa, il trend tecnico più ampio rimane ribassista finché i prezzi restano al di sotto della resistenza a 17,31. Gli operatori su derivati dovrebbero prepararsi a una volatilità elevata nelle prossime settimane, mentre il mercato si adegua a queste rinnovate aspettative di inasprimento.
Supporto del carry trade e strategia sui derivati
Nonostante l’improvvisa forza del biglietto verde, l’elevato tasso di riferimento del Messico, attestato intorno al 10,75%, continua a offrire un significativo vantaggio di rendimento rispetto ai tassi USA. Questo ampio differenziale sostiene la redditività del carry trade sul peso e, storicamente, limita l’ampiezza dei rialzi di USD/MXN. Suggeriamo agli operatori su derivati di sfruttare questo assetto vendendo opzioni call USD/MXN out-of-the-money per incassare un premio ricorrente.
I dati macro in arrivo la prossima settimana, inclusi i nonfarm payrolls USA del 4 settembre e i dati fiscali del Messico, potrebbero innescare movimenti bruschi. Il rischio può essere gestito acquistando call di breve scadenza con target in prossimità dell’area di resistenza 17,30, così da intercettare eventuali improvvise impennate del dollaro. Se la coppia non dovesse superare questa barriera tecnica, si dovrebbe tornare su opzioni put per riallinearsi al trend ribassista dominante.
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