Il peso messicano è sceso per una terza seduta, in calo di oltre lo 0,4%, mentre USD/MXN è salito a 17,29 superando la media mobile semplice (SMA) a 100 giorni a 17,26. Dopo che la Federal Reserve ha aumentato il tasso sui federal funds di 25 punti base al 3,75–4,00% e Banxico ha mantenuto il tasso di riferimento al 6,50% dopo aver concluso il ciclo di allentamento, il differenziale dei tassi Messico–USA si è ristretto al 2,50% a favore del MXN, il livello più contenuto dal 2015. Le vendite al dettaglio del Messico di agosto sono migliorate a -0,1% m/m da -0,2%, ma hanno mancato le attese di un aumento dello 0,2%, mentre la dinamica annua è rallentata all’1,8% dal 2,9%.
Tra i movimenti di mercato precedenti, USD/MXN aveva toccato 25,78 nell’aprile 2020 prima di scendere a 16,26 nell’aprile 2024, e ora la coppia si colloca sopra un cluster di SMA a 50/100/200 giorni a 17,1558. Sul grafico, la resistenza è indicata a 18,1651 e 21,0808, mentre il supporto è visto a 17,155 e 16,8866; l’RSI (14) segna 65,1. L’attenzione si sposta sulla decisione sui tassi di Banxico e sui PMI flash USA, i dati sul lavoro e la fiducia dei consumatori, con Prime Terminal che attribuisce al 90% la probabilità di un rialzo a dicembre dopo i commenti hawkish della Fed.
Opportunità di trading su derivati in un contesto tecnico in evoluzione
Consigliamo ai trader di derivati di posizionarsi per un movimento rialzista sostenuto di USD/MXN, ora che la coppia supera la media mobile semplice (SMA) a 100 giorni a 17,26. Con il prezzo spot oltre 17,29, l’impostazione tecnica è passata in territorio rialzista, suggerendo che l’esposizione short su MXN è ora particolarmente interessante. Per sfruttare questo momentum, raccomandiamo l’acquisto di opzioni call USD/MXN a breve scadenza per intercettare ulteriori rialzi limitando al contempo il rischio di ribasso.
Differenziale dei tassi e dati domestici come principali driver
Il principale motore di questo cambio di scenario è la rapida compressione del differenziale dei tassi tra Stati Uniti e Messico, sceso a soli 2,50%, minimo dal 2015. Le tendenze storiche mostrano che quando il “cuscinetto” del carry si assottiglia, gli investitori esteri riducono rapidamente le posizioni long sul peso, innescando movimenti bruschi al rialzo del cross. Ci attendiamo che questo processo di smontaggio acceleri nelle prossime settimane, soprattutto se Banxico manterrà invariato il tasso di policy al 6,50% mentre la Federal Reserve lascia intendere ulteriori rialzi.
Ulteriore pressione arriva dagli ultimi dati domestici del Messico, con vendite al dettaglio di agosto deludenti a -0,1% su base mensile e una crescita annuale rallentata all’1,8%. Questo raffreddamento economico, insieme a una probabilità di mercato del 90% di un ulteriore rialzo dei tassi USA entro dicembre, favorisce nettamente il dollaro. Di conseguenza, suggeriamo ai trader di coprire gli attivi denominati in peso utilizzando opzioni put o acquistando futures USD/MXN per proteggersi da una debolezza persistente.
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