Dopo aver superato quota 30.000 all’inizio dell’anno, il Nasdaq 100 entra in luglio dopo aver corretto dai massimi di giugno in area 29.500, in scia a un FOMC dai toni “hawkish” e a un’ampia vendita sul comparto semiconduttori legata ai timori sulla sostenibilità della spesa in capex per l’AI. I policymaker hanno proiettato un rialzo dei tassi prima di fine anno, mentre la mediana del dot-plot è salita al 3,8% dal 3,4%; la direzionalità di luglio dipenderà ora dal fatto che CPI e PCE di giugno confermino o indeboliscano tale impostazione. I dati NFP di giugno hanno indicato un momentum più morbido: gli occupati non agricoli sono aumentati di 57mila contro 115mila attesi, i mesi precedenti sono stati rivisti al ribasso per un totale di 74mila, e il tasso di disoccupazione è sceso al 4,2%, con la flessione attribuita a una partecipazione più bassa.
L’attenzione è anche sulla possibilità che la spesa per infrastrutture AI stia correndo più dei ricavi, mentre Meta Platforms punta a vendere capacità di calcolo in eccesso come servizio cloud e Microsoft e Apple trasferiscono ai consumatori i maggiori costi della memoria. Con capex che in diversi casi superano gli utili e il Philadelphia Semiconductor Index scambiato del 65% sopra la propria media mobile a 200 giorni — un livello visto l’ultima volta nel 2000 — l’analisi si fa più stringente. Il prossimo catalizzatore è la stagione delle trimestrali del 2Q: Apple, Amazon e Microsoft sono attese rispettivamente il 30 lug, 30 lug e 28 lug, Alphabet intorno al 28 lug e Nvidia il 26 ago; risultati solidi potrebbero riportare il test di 30.700, mentre una monetizzazione dell’AI inferiore alle attese potrebbe pesare su multipli già elevati.
Volatilità in aumento e principali rischi di mercato
All’8 luglio 2026, il Nasdaq 100 appare in una posizione fragile dopo il ripiegamento dai massimi di giugno in area 29.500. L’ultimo report sul lavoro, con appena 57.000 nuovi occupati, depone contro un rialzo dei tassi, ma il sollievo potrebbe essere di breve durata. Il mercato guarda ora soprattutto al CPI di giugno: un dato “caldo” potrebbe facilmente rimettere in gioco un rialzo dei Fed Funds.
Questa incertezza sta aprendo una finestra evidente sul mercato dei derivati, con la volatilità in risalita. Il Nasdaq 100 Volatility Index (VXN) è tornato a 18, ben sopra i minimi trimestrali, segnalando un aumento della nervosità tra i trader. Si osserva inoltre il put/call ratio a 30 giorni sull’ETF QQQ in crescita a 1,15, indicazione che gli investitori stanno acquistando più protezione al ribasso che in molti mesi.
La principale preoccupazione resta la sostenibilità del boom di spesa per l’AI, con il Philadelphia Semiconductor Index che tratta a un ampio +65% rispetto alla media mobile a 200 giorni. È un segnale raro, che non si vedeva dal picco della bolla dot-com a inizio 2000. Questo parallelismo storico suggerisce che il settore potrebbe essere esposto a una correzione brusca se le prossime trimestrali dovessero evidenziare qualsiasi segnale di debolezza.
Strategie e posizionamento per la stagione delle trimestrali
La fine di luglio sarà il vero banco di prova, con Microsoft, Alphabet, Amazon e Apple che pubblicheranno i conti a distanza di pochi giorni. L’attenzione sarà su quanto i massicci investimenti in AI si stiano traducendo in ricavi effettivi: a queste valutazioni, eventuali delusioni rischiano di essere penalizzate in modo severo. Di conseguenza, riteniamo più prudente posizionarsi per un’oscillazione significativa dei prezzi, più che su una direzione specifica.
In questo contesto, stiamo strutturando operazioni in grado di beneficiare di un movimento ampio. L’acquisto di put spread di protezione sull’indice offre una copertura relativamente efficiente contro un sell-off innescato da trimestrali deboli o da una Fed più aggressiva. Per chi mantiene una view rialzista, l’utilizzo di call spread consente di catturare l’upside in caso di sorpresa positiva sugli utili, definendo il rischio e riducendo il costo d’ingresso in un contesto di elevata volatilità.
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