Il greggio oscilla sulle tensioni nello Stretto di Hormuz: la promessa di Trump riduce il premio di rischio bellico e la volatilità

by VT Markets
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Jul 21, 2026

Il greggio è sceso da poco sopra 84,00 dollari nella mattinata europea fino a poco sotto 79,50 dollari intorno a mezzogiorno, prima di rimbalzare a fine seduta superando 82,00 dollari e testando 83,00 dollari, per poi ripiegare a poco sopra 82,00 dollari. Il calo è arrivato nonostante Washington abbia registrato nove notti consecutive di attacchi contro capacità iraniane legate alle spedizioni nello Stretto di Hormuz, mentre il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha preso di mira petroliere al largo dell’Oman e squadriglie di caccia statunitensi sono state ridislocate dall’Europa. Tra i segnali di de-escalation: commenti secondo cui la diplomazia restava possibile, l’accantonamento di una proposta di tassa del 20% sul transito a Hormuz e discussioni sulla riattivazione di un oleodotto Iraq-Siria. Il rialzo di circa il 3% di domenica aveva inoltre lasciato il posizionamento esposto a prese di profitto e la vendita ha brevemente perforato 80,00 dollari prima di un rapido recupero sopra 81,00 dollari.

L’inversione ha fatto seguito a un post su Truth Social in cui il presidente Trump ha promesso vendetta contro l’Iran dopo che attacchi iraniani hanno ucciso due soldati statunitensi in Giordania, ricostruendo quasi 2,00 dollari di “premio guerra” nel giro di due ore. In seguito, lo US Central Command ha annunciato ulteriori attacchi alle 20:00 GMT, descritti come la decima notte consecutiva. Le condizioni del mercato fisico restano tese: le esportazioni dal Golfo viaggiano intorno a 7 milioni di barili al giorno rispetto a un riferimento di lungo periodo vicino a 20 milioni, e la Strategic Petroleum Reserve è a circa 319,5 milioni di barili, il livello più basso dal 1983. I livelli chiave citati erano resistenze a 83,00 dollari, poi 84,00 e 85,00, con supporti a 82,00, 81,00-81,50 e 80,00 sopra il minimo di 79,50; lo Stochastic Relative Strength Index a 5 minuti veniva indicato in raffreddamento verso l’area di ipervenduto.

Strategie di trading in un contesto di sensibilità geopolitica

Riteniamo che i trader su derivati dovrebbero posizionarsi per una volatilità rialzista persistente sul greggio nelle prossime settimane, soprattutto perché il mercato resta altamente sensibile ai titoli geopolitici. La brusca inversione di ieri da 79,50 dollari a sopra 82,00 dollari ha dimostrato che il lato ribassista è fortemente difeso, mentre il rialzo può esplodere in pochi minuti sulla scia di un singolo post sui social. Con il greggio che attualmente gravita intorno a 82,00 dollari, raccomandiamo di comprare i cali in prossimità dell’area di supporto 80,00-81,00 dollari utilizzando call di breve termine.

La realtà del mercato fisico non offre alcun “cuscinetto” agli operatori short, il che significa che eventuali vendite legate a un “peace trade” rischiano di essere di breve durata. I flussi giornalieri di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz restano fortemente limitati e la Strategic Petroleum Reserve degli Stati Uniti è ferma a 319,5 milioni di barili, un minimo storico dal 1983. Poiché a livello globale ci sono pochissimi barili fisici di riserva disponibili, ci aspettiamo che qualsiasi improvvisa interruzione dell’offerta possa innescare rialzi a doppia cifra quasi istantaneamente.

Strutture in opzioni e posizionamento di mercato

Per sfruttare questa marcata asimmetria rialzista, suggeriamo di utilizzare call vertical spread con obiettivi sulle resistenze a 84,00 e 85,00 dollari. Questa struttura limita il rischio nel caso in cui indiscrezioni diplomatiche trascinino temporaneamente i prezzi al ribasso, mantenendoci però posizionati per guadagni rapidi quando arriverà il prossimo titolo di escalation. Anche la vendita di put al di sotto del solido supporto a 79,50 dollari può contribuire a finanziare queste strategie rialziste, dato che il mercato ha mostrato scarsa propensione a spingere i prezzi sotto 80,00 dollari.

I dati recenti supportano questa impostazione positiva: la domanda globale di petrolio è prevista in media sopra 103 milioni di barili al giorno in questo trimestre nonostante i venti contrari macroeconomici. Inoltre, le posizioni nette lunghe detenute dai money manager hanno recentemente ricominciato a salire dopo aver toccato minimi plurimensili, segnalando il ritorno del capitale istituzionale sul lato long. Dobbiamo evitare di inseguire il mercato nella parte alta del range, preferendo attendere brevi “flush” di metà giornata per costruire l’esposizione long.

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