Il franco svizzero ha ridotto le perdite contro il dollaro USA martedì, dopo che USD/CHF non è riuscito a mantenersi sopra 0,8100. Un parziale ritracciamento del biglietto verde ha fatto seguito alle speculazioni su una proposta di cessate il fuoco che coinvolgerebbe l’Iran, ma il movimento è rimasto limitato, poiché i timori di un conflitto più ampio hanno continuato a sostenere la domanda di asset rifugio. Gli Stati Uniti hanno colpito obiettivi in Iran per il decimo giorno consecutivo, mentre Teheran ha reagito contro asset USA nei Paesi del Golfo. Le notizie di attacchi a imbarcazioni in transito nello Stretto di Hormuz, insieme alla dichiarazione degli Houthi filo-Teheran di un blocco delle spedizioni saudite nel Mar Rosso, hanno mantenuto i prezzi del petrolio vicino ai massimi delle ultime sei settimane.
Proseguono gli sforzi diplomatici, con Qatar e Pakistan al lavoro per un nuovo cessate il fuoco, mentre le autorità iraniane hanno dichiarato lunedì di aver ricevuto una proposta per un’ulteriore pausa di 10 giorni. In Svizzera, l’Amministrazione federale delle dogane ha comunicato che l’avanzo commerciale di giugno è sceso a 5.224 milioni di franchi svizzeri, dai 5.989 milioni di maggio (dato rivisto al rialzo). Negli Stati Uniti, l’attenzione si sposta sul PMI preliminare di S&P Global atteso venerdì, mentre il dollaro ha mantenuto un’impostazione moderatamente rialzista sulla base delle attese che prezzi energetici più elevati possano spingere la Federal Reserve ad alzare i tassi a settembre.
Strategie su USD/CHF e volatilità implicita
Raccomandiamo ai trader di derivati l’acquisto di opzioni call USD/CHF a breve scadenza in prossimità di 0,8100, livello che resta un importante supporto psicologico. Pur faticando a mettere a segno un’estensione al rialzo, i ritracciamenti contenuti suggeriscono una solida domanda sottostante di dollari. Storicamente, quando USD/CHF scende su questi minimi pluriennali, la volatilità implicita tende ad aumentare, rendendo strategie long straddle potenzialmente molto redditizie in caso di improvvisa rottura direzionale.
Rischi sul prezzo del petrolio, inflazione energetica e prospettive di rialzo dei tassi
Con il Brent che testa massimi a sei settimane in area 85 dollari al barile a causa dei blocchi alle rotte nel Mar Rosso, suggeriamo di operare con bull call spread sui futures del petrolio. La minaccia costante di un’escalation tra USA e Iran potrebbe facilmente riportare i prezzi energetici verso la resistenza a 95 dollari, vista per l’ultima volta a fine 2023. Questa strategia consente di cogliere il potenziale rialzo legato all’inflazione energetica limitando il rischio nel caso in cui venisse improvvisamente concordato un cessate il fuoco di 10 giorni.
Da monitorare anche i dati PMI USA in uscita venerdì, che influenzeranno in modo significativo le aspettative sui tassi di settembre. Attualmente, gli interest rate swap incorporano una probabilità in aumento di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve per contrastare l’inflazione alimentata dall’energia. Poiché l’avanzo commerciale svizzero si è ridotto a 5.224 milioni di franchi, il franco svizzero non dispone di un supporto fondamentale sufficientemente solido per sostenere i suoi guadagni contro un dollaro USA orientato in senso restrittivo.
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