Il franco svizzero è rimasto stabile contro il dollaro USA martedì, dopo che i guadagni iniziali del biglietto verde si sono affievoliti in vista della decisione di politica monetaria della Federal Reserve attesa per mercoledì. Il cambio USD/CHF era piatto in area 0,8184 dopo aver toccato 0,8205, il livello più alto da giugno 2025. Il Dollar Index si attestava intorno a 101,35, in calo da 101,64 (massimo di un mese), mentre il petrolio ha esteso la correzione dopo una pausa negli attacchi tra Stati Uniti e Iran e i rendimenti dei Treasury USA si sono ammorbiditi. Donald Trump ha dichiarato che era un “buon momento perché l’Iran faccia un accordo”, avvertendo però che gli Stati Uniti “torneranno a finire il lavoro” in assenza di un’intesa.
I dati USA hanno offerto pochi spunti, con l’indice di fiducia dei consumatori del Conference Board sceso a 90,8 in luglio da 92,2 in giugno (dato rivisto al rialzo). La Fed è ampiamente attesa lasciare invariato il tasso sui federal funds al 3,50%-3,75%, sebbene il CME FedWatch Tool indichi una probabilità di circa il 30% di un rialzo di 25 punti base. L’inflazione USA resta sopra il target del 2% e, sebbene il calo del petrolio attenui le pressioni di breve periodo, l’attenzione è sulla possibilità che i decisori mantengano un’impostazione restrittiva. Separatamente, il franco è stato tra le principali valute con le peggiori performance dall’inizio della guerra USA-Iran, con la politica della SNB a tassi zero che favorisce i carry trade e la disponibilità a contrastare un eccessivo apprezzamento che pesa sul CHF.
—Strategie di breve termine per la volatilità attorno alla decisione della Fed
Con la Federal Reserve pronta ad annunciare oggi la propria decisione sui tassi, consigliamo ai trader su derivati di prepararsi a un aumento della volatilità sulla coppia USD/CHF. Con il mercato che prezza attualmente una probabilità del 30% di un rialzo di 25 punti base, opzioni di breve periodo come gli straddle risultano particolarmente interessanti per catturare movimenti improvvisi dei prezzi. Raccomandiamo di impostare subito queste strategie “volatility play” per sfruttare eventuali scostamenti marcati rispetto all’atteso mantenimento dei tassi.
—Scenario di medio termine e gestione del rischio nelle operazioni su USD/CHF
Oltre la decisione di oggi, il differenziale dei tassi tra Stati Uniti e Svizzera favorisce nettamente uno scenario rialzista per USD/CHF nelle prossime settimane. La politica della Banca Nazionale Svizzera a tassi zero, a fronte del 3,50%-3,75% della Fed, crea un cuscinetto di rendimento di almeno 350 punti base. Riteniamo che i trader dovrebbero sfruttare questo differenziale acquistando opzioni call out-of-the-money su USD/CHF, puntando a un ritorno verso il recente massimo di 0,8205.
Sebbene la correzione del petrolio abbia temporaneamente raffreddato i timori inflazionistici e spinto il Dollar Index (DXY) a 101,35, i rischi geopolitici restano altamente imprevedibili. Storicamente, improvvise escalation dei conflitti globali generano rapidi flussi “safe haven” verso il franco svizzero, che potrebbero invertire bruscamente i guadagni del dollaro. Per mitigare questo rischio, suggeriamo l’uso di knock-out call con barriere fissate appena sotto il livello chiave di supporto a 0,8100.
I dati storici mostrano che quando lo spread dei tassi USA-Svizzera supera il 3% in fasi di guidance restrittiva della Fed, il dollaro tende ad apprezzarsi in media del 2,5% nel mese successivo. Anche se oggi la Fed lasciasse i tassi invariati, ci si aspetta ampiamente che i policymaker mantengano un tono hawkish, che continuerà a sostenere il dollaro. Restando long su USD/CHF tramite derivati strutturati, possiamo catturare in modo più controllato il premio del carry trade e posizionarci per un breakout più ampio del biglietto verde.
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