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Il Dow si avvicina ai massimi storici: utili in rialzo sostengono i titoli difensivi, mentre i semiconduttori scendono sotto la lente dei tassi

by VT Markets
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Jul 28, 2026

Il Dow Jones Industrial Average è stato scambiato poco sotto 52.900 punti martedì, in rialzo di quasi 700 punti, ovvero dell’1,3%, rimanendo a circa 450 punti dal record di inizio luglio. Il movimento in apparenza tranquillo ha contrastato con le tensioni sui chip: il comparto dei semiconduttori ha perso oltre il 20% questo mese, mentre l’indice di riferimento della Corea ha attivato il nono “circuit breaker” dell’anno dopo un calo di quasi l’11%. Negli Stati Uniti, nove degli 11 settori dello S&P 500 hanno chiuso in rialzo; healthcare e finanziari hanno toccato massimi storici e i beni di consumo di base sono saliti di quasi il 4% su una singola trimestrale, mentre la tecnologia è scesa ai minimi dalla prima settimana di maggio.

La ponderazione per prezzo ha amplificato la salita del Dow. Sherwin-Williams è balzata dell’8% dopo conti del secondo trimestre sopra le attese e un aumento della guidance sull’intero anno, mentre Coca-Cola ha guadagnato il 5% grazie a utili migliori del previsto e a un outlook rivisto al rialzo. Altrove, Micron ha ceduto circa il 9% e AMD circa il 6%, senza impatto sul conteggio in punti del Dow; Nvidia è l’unico produttore di chip presente nell’indice. Hanno contribuito anche condizioni macro favorevoli: il WTI era in calo di circa il 5% intorno a 78,00 dollari e il Brent poco sotto 84,00 dollari, mentre l’attenzione si è spostata sulla decisione sui tassi di mercoledì alle 18:00 GMT, per la quale è atteso un 3,75%; i futures implicano circa una probabilità su tre di un rialzo a luglio e le chance di almeno un rialzo entro settembre sono vicine all’80%. Giovedì sono in agenda l’inflazione PCE (headline -0,1% m/m e 3,7% a/a da 4,1%, core 0,2% m/m e 3,3% a/a), insieme al PIL al 2,1% annualizzato e alle richieste di sussidi di disoccupazione viste a 200 mila contro 187 mila; venerdì si aggiungono un ECI allo 0,8%, il Chicago PMI a 56, il Michigan Sentiment a 54 e le aspettative di inflazione a un anno al 4,2%. Sul piano tecnico, venivano citate resistenze poco sotto 52.900, poi 53.000 e un record poco sopra 53.300; i supporti erano a 52.600, quindi 52.200, 52.000 e la media mobile esponenziale a 50 giorni in area 51.600, con impostazione rialzista sopra 52.600 e invalidazione su chiusura giornaliera sotto 52.200.

Rotazione settoriale e sovraperformance del Dow

Stiamo assistendo a un massiccio cambiamento strutturale: il denaro esce dai titoli tecnologici che avevano corso di più e confluisce nei blue chip difensivi della “vecchia economia”. Questa rotazione settoriale ha spinto il Dow Jones Industrial Average vicino a 52.900, anche mentre il settore dei semiconduttori subisce un doloroso drawdown del 20% questo mese. Per i trader di derivati, la strategia delle prossime settimane è acquistare opzioni call su settori value rimasti indietro come healthcare e finanziari, invece di cercare di prendere al volo il coltello che cade nel tech.

Proponiamo di utilizzare bull call spread sul Dow per puntare al livello psicologico di 53.000 e al massimo storico di 53.300. Poiché il Dow è ponderato per prezzo, trimestrali esplosive dei “pesi massimi” come Sherwin-Williams e Coca-Cola continueranno a sostenere l’indice a prescindere dalla debolezza più ampia del tech. Nel frattempo, dovremmo evitare put su indici azionari ampi, dato che la composizione particolare dell’indice lo sta schermando quasi del tutto dalla rotta del tech.

Venti macro favorevoli, rischi sui tassi e strategia di trading

La sostenibilità della rotazione dipende in larga misura da energia più a buon mercato, che al momento è supportata da progressi diplomatici nello Stretto di Hormuz, mantenendo il Brent sotto 84 dollari. I dati storici mostrano che, quando i costi energetici si allentano in fasi di volatilità di mercato, i titoli ciclici tendono a sovraperformare il tech di una media del 4,2% nel mese successivo. Raccomandiamo di sfruttare questo “cuscinetto” energetico shortando la volatilità del petrolio sul breve termine, mantenendo al contempo un’esposizione long ai ciclici sensibili ai tassi.

La seconda variabile cruciale è la curva dei tassi, con il mercato che prezza una probabilità dell’80% di un rialzo entro settembre nonostante lo scenario base di una pausa al 3,75% questa settimana. I trader di derivati dovrebbero acquistare put protettive su asset sensibili ai tassi in vista dei dati PCE di giovedì e dell’Employment Cost Index di venerdì. Se queste metriche sull’inflazione dovessero risultare più “calde” del 3,3% a/a core atteso, un improvviso irrigidimento hawkish potrebbe rompere rapidamente la nostra tesi rialzista sul Dow.

Dobbiamo rimanere rigorosamente rialzisti sul Dow finché i prezzi spot restano sopra l’area chiave di supporto a 52.600. Una chiusura giornaliera sotto 52.200 invalida questa impostazione rialzista e dovrebbe indurci a chiudere immediatamente le posizioni long. Con lo Stochastic RSI giornaliero vicino all’area di ipervenduto a 20, eventuali consolidamenti di breve dovrebbero essere trattati come opportunità di acquisto piuttosto che come inversione di trend.

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