Il Dow Jones Industrial Average è sceso dopo aver toccato, prima dell’apertura di New York, il livello più alto dal 14 settembre, e ha scambiato in area 51.800 rispetto alla chiusura di lunedì, mentre l’S&P 500 è rimasto pressoché invariato e il NASDAQ Composite ha testato nuovi massimi storici. Il movimento ha seguito una rotazione in uscita dai finanziari e in ingresso sulla tecnologia, legata all’interesse per gli agenti di intelligenza artificiale, con Meta Platforms tra i beneficiari dopo che gli analisti di JPMorgan avevano alzato il giudizio a inizio settembre. Poiché il DJIA è ponderato per il prezzo, un movimento di 1 dollaro in uno qualsiasi dei suoi 30 componenti sposta l’indice di circa 6 punti, quindi un calo di 10 dollari sottrae all’incirca 60 punti indipendentemente dal fatto che il titolo quota 1.000 o 100 dollari; al contrario, S&P 500 e NASDAQ sono ponderati per capitalizzazione. Goldman Sachs, con un prezzo sopra i 900 dollari, pesa più di JPMorgan sotto i 400 dollari anche se il valore di mercato di JPMorgan è oltre tre volte superiore, e Meta non fa parte del Dow.
Il petrolio è sceso per la quinta seduta consecutiva, con il Brent ai minimi dall’8 settembre dopo indiscrezioni secondo cui l’Iran avrebbe offerto di riaprire lo Stretto di Hormuz entro sette giorni, a condizione che gli Stati Uniti revocassero il blocco dei porti iraniani; la notizia non è stata confermata in modo indipendente. La Fed ha alzato il proprio tasso di riferimento di 0,25 punti percentuali al 3,75–4,00% il 16 settembre, il primo rialzo da luglio 2023, e il giorno successivo JPMorgan ha portato il prime rate al 7,00%; la prossima decisione della Fed è attesa per il 28 ottobre, sei giorni prima delle elezioni di metà mandato del 3 novembre. In ottica tecnica, la resistenza si colloca appena sopra 52.100 e poi sul massimo di martedì poco sopra 52.400, mentre i supporti sono concentrati appena sotto 51.800, quindi appena sotto 51.500 e in area 51.200; lo Stoch RSI è vicino a 22 e viene indicata un’impostazione ribassista sotto 52.100, invalidata da una chiusura giornaliera sopra 52.200.
Rotazione di mercato e implicazioni per i trader di derivati
Si osserva una netta spaccatura del mercato: i flussi stanno uscendo dalle istituzioni finanziarie tradizionali e si stanno spostando in modo marcato verso i titoli tecnologici. Poiché il Dow Jones Industrial Average, ponderato per il prezzo, è fortemente influenzato da costosi titoli bancari come Goldman Sachs, sta sottoperformando nettamente il Nasdaq a forte componente tecnologica. I trader di derivati possono sfruttare questa divergenza acquistando opzioni put a breve scadenza sul Dow, mantenendo al contempo posizioni lunghe su indici focalizzati sulla tecnologia.
Dal punto di vista tecnico, si raccomanda di mantenere un bias ribassista sul Dow finché resta sotto la resistenza chiave a 52.100. L’indicatore di momentum Stochastic RSI giornaliero è in calo da due settimane e si colloca vicino a 22, segnalando una forte spinta al ribasso. Gli obiettivi immediati al ribasso per questi contratti put sono il minimo del 18 settembre in area 51.500 e il minimo del 16 settembre in area 51.200.
Volatilità, petrolio e prepararsi al rally post midterm
È atteso un aumento della volatilità in avvicinamento alla decisione sui tassi della Federal Reserve del 28 ottobre e alle elezioni di metà mandato del 3 novembre. Storicamente, il CBOE Volatility Index (VIX) sale in media del 10%–15% nei due mesi che precedono le midterm, per effetto dell’incertezza politica. Per capitalizzare su questa dinamica, si può valutare l’acquisto di straddle out-of-the-money sul Dow, con l’obiettivo di beneficiare di movimenti di prezzo bruschi e inattesi.
Il calo del petrolio sta inoltre penalizzando Chevron, unico titolo energy del Dow, alla luce delle indiscrezioni su un possibile accordo con l’Iran dopo le elezioni. Il Brent ha recentemente toccato il livello più basso dall’8 settembre, continuando a mettere pressione sui derivati legati all’energia. È possibile coprire questa debolezza del comparto vendendo opzioni call a breve scadenza su ETF del settore energetico.
Tuttavia, va ricordato che negli anni di elezioni di metà mandato i mercati azionari spesso toccano un minimo in ottobre prima di avviare un forte rally di fine anno. Dal 1950, il mercato azionario è salito nei 12 mesi successivi a ogni singola midterm, con un rendimento medio di circa il 15%. Questa tendenza storica suggerisce di prepararsi a passare da put di breve periodo a opzioni call di più lungo termine man mano che ottobre volge al termine.
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