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Il Dow cede mentre il rendimento del Treasury trentennale tocca i massimi dal 2004, alimentando nuove scommesse su rialzi dei tassi

by VT Markets
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Sep 24, 2026

I rendimenti USA a lunga scadenza sono saliti giovedì, con il Treasury trentennale ai massimi dal 2004 mentre il biennale è rimasto pressoché invariato. Il Dow Jones Industrial Average ha seguito il movimento sul tratto lungo della curva, scivolando in area 51.100 — il livello più basso da giugno — e si avviava verso il terzo calo consecutivo. I commenti della Fed si sono concentrati sul tasso ufficiale, ma il repricing più marcato si è visto sulla scadenza che i funzionari non controllano direttamente, lasciando il rendimento a due anni vicino ai massimi del 2023 e sostanzialmente immobile.

Il presidente della Fed di New York, Williams, ha detto che la forward guidance esplicita è terminata, definendo al contempo “ragionevoli” le attese di mercato per un ulteriore rialzo entro fine anno. Il presidente della Fed di Philadelphia, Paulson, ha affermato che potrebbe essere necessario ulteriore irrigidimento dopo l’aumento del 16 settembre a 3,75–4,00%, collegando le pressioni inflazionistiche al conflitto in Medio Oriente e all’espansione legata all’intelligenza artificiale, mentre gli effetti dei dazi si attenuavano. I futures indicavano un rialzo in ottobre come più probabile che no e 16 dei 18 policymaker hanno previsto almeno un ulteriore intervento quest’anno. Altrove, il Brent trattava vicino a 105 dollari al barile; il rendimento del decennale giapponese ha toccato il livello più alto dal 1996; la Germania ha previsto un indebitamento record nel 2026 pari a 525,5 miliardi di euro. Bank of America ha stimato i costi di interesse federali USA al 3,3% del PIL nel secondo trimestre contro l’1,7% quando il decennale era vicino al 5% nel 2007, mentre i tassi dei mutui trentennali oscillavano intorno al 7%, circa un punto sopra i livelli pre-bellici. Tra i livelli tecnici citati: resistenze a 51.500 e 52.000, supporti in area 51.100 e 51.000, la EMA a 200 giorni intorno a 50.250 e uno Stoch RSI giornaliero vicino a 19.

Strategia su derivati con rendimenti elevati e pressione sull’azionario

Raccomandiamo ai trader su derivati di mantenere un’impostazione short sul Dow Jones Industrial Average finché l’indice resta al di sotto della resistenza a 52.000. Con l’indice che ha recentemente toccato un minimo a 51.100, il nostro primo obiettivo ribassista è 51.000, seguito dalla media mobile esponenziale (EMA) a 200 giorni in area 50.250. Tuttavia, è opportuno prepararsi a un breve rimbalzo tecnico verso 51.500, poiché lo Stochastic RSI giornaliero è sceso sotto 20 in territorio di ipervenduto.

Questa pressione al ribasso è alimentata dal rendimento del Treasury trentennale salito ai massimi dal 2004, spinto da ingenti esigenze di finanziamento pubblico e da un’inflazione persistente. Storicamente, quando i rendimenti di lungo termine accelerano in questo modo, le valutazioni azionarie subiscono una forte compressione, in modo simile alle correzioni osservate durante le vendite sui bond di fine 2023, quando il decennale arrivò al 5%. Con l’agenzia del debito tedesca che si attende un indebitamento federale record di 525,5 miliardi di euro e con i costi per interessi USA ai massimi al 3,3% del PIL, ci aspettiamo che i rendimenti a lunga scadenza restino elevati.

Opportunità su opzioni e coperture settoriali

Per sfruttare l’ampliamento del divario tra i rendimenti a due anni e a 30 anni, suggeriamo l’acquisto di opzioni call su JPMorgan Chase, che potrebbe beneficiare di margini di interesse netti migliori. Al contrario, puntiamo su opzioni put su titoli sensibili al mercato immobiliare come Home Depot e Sherwin-Williams. Questi colossi del retail sono particolarmente vulnerabili con il tasso dei mutui trentennali vicino al 7%, ben sopra la media del 4% dell’ultimo decennio, un livello che raffredda drasticamente il mercato della casa.

È inoltre necessario coprire i portafogli dal persistere dell’inflazione energetica, dato che il Brent vicino a 105 dollari al barile continua ad alimentare pressioni sui prezzi più ampie. Questo nuovo picco energetico, combinato con i conflitti geopolitici in Medio Oriente, rende altamente probabile un ulteriore rialzo dei tassi nelle prossime settimane. I trader dovrebbero utilizzare opzioni put a breve scadenza sui principali indici per proteggersi da improvvisi scivoloni ribassisti mentre il mercato si prepara a ulteriori strette.

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