Il Dow Jones Industrial Average ha oscillato poco sotto 53.400 punti, in calo di circa 325 punti, o dello 0,6%, dopo che le Nonfarm Payrolls di agosto sono aumentate di 162mila rispetto a una previsione di 56mila alle 12:30 GMT, portando la probabilità implicita di un rialzo dei tassi a settembre sopra il 60%. Le buste paga di luglio sono state riviste a un aumento di 21mila da un calo di 23mila, con anche giugno rivisto al rialzo; il tasso di disoccupazione è rimasto al 4,1% mentre il tasso di partecipazione è salito marginalmente al 61,6% dal 61,4%. L’U6 è sceso al 7,7% dal 7,9%, la retribuzione oraria media è aumentata dello 0,3% m/m e la variazione annua si è attestata al 3,1% rispetto al 3,0% atteso. Il rendimento del Treasury biennale è salito di circa otto punti base a oltre il 4,40%, il livello più alto da gennaio 2025, mentre i futures attribuivano una probabilità del 60,4% a un rialzo di un quarto di punto il 16 settembre contro il 39,6% per una pausa; per ottobre l’87% prezza almeno un rialzo e per dicembre viene assegnato il 40% a due rialzi.
Più tardi, un post presidenziale ha minacciato di interrompere gli scambi con oltre 90 Paesi con deficit; il deficit degli Stati Uniti è stato di circa 1,2 trilioni di dollari lo scorso anno, con la Cina oltre i 200 miliardi. La flessione dell’indice si è estesa da circa 53.500 a poco sotto 53.300 entro le 15:00 GMT. La prossima settimana sono attesi i dati sull’inflazione: il PPI del 10 settembre alle 12:30 GMT è previsto a +0,3% m/m headline dopo lo zero di luglio e +0,3% core dopo +0,2%, con +4,7% e +4,2% a/a; il CPI dell’11 settembre alle 12:30 GMT è atteso a +0,4% m/m headline dopo +0,1% e +3,4% a/a, con core a +0,2% e +2,5% a/a. Il diesel ha toccato un record a 5,85 dollari al gallone, circa il 60% in più rispetto a un anno fa, e il Brent scambiava vicino a 95,00 dollari. Sul piano tecnico, le resistenze sono a 53.500 e poi poco sopra 53.600, poco sopra 53.700, la fascia 53.800, 54.000 e il record poco sotto 54.750, circa il 2,5% più in alto; i supporti sono intorno a 53.250, poi 53.000, la EMA a 50 giorni vicino a 52.800 e la EMA a 200 giorni poco sopra 50.000. Lo Stoch RSI era vicino a 38 sul daily e a circa 49 sul grafico a cinque minuti.
Strategia per una volatilità in aumento
Suggeriamo ai trader su derivati di prepararsi a una volatilità più elevata, poiché il robusto report sull’occupazione di agosto a 162mila ha smentito le attese e ha spinto le probabilità di un rialzo dei tassi a settembre sopra il 60%. Storicamente, quando il rendimento del Treasury a 2 anni balza oltre il 4,40%, il potenziale rialzista di breve periodo dell’azionario risulta fortemente limitato. Raccomandiamo di posizionarsi per un contesto monetario più restrittivo utilizzando opzioni put a breve scadenza sul Dow Jones, che al momento fatica in area 53.400.
Rischi da minacce commerciali e inflazione
La minaccia del presidente di interrompere gli scambi con Paesi in deficit come la Cina, che registra un disavanzo commerciale con gli Stati Uniti superiore a 200 miliardi di dollari, rappresenta un rischio immediato per le principali multinazionali. Per i pesi massimi dell’indice come Apple e Nike, che dipendono in modo significativo dalla produzione in Asia, valutiamo l’acquisto di put di copertura o l’uso di bear put spread. I dati storici mostrano che improvvise minacce alle catene di fornitura in genere innescano cali di breve periodo del 2%-3% negli indici price-weighted.
Con il Brent vicino a 95 dollari e i prezzi del diesel su una media impressionante di 5,85 dollari al gallone, l’inflazione trainata dall’energia probabilmente manterrà aggressiva la Federal Reserve. In vista del PPI del 10 settembre e del CPI dell’11 settembre, dovremmo aspettarci un aumento della volatilità implicita, rendendo le straddle un’operazione interessante. Se l’indice dei prezzi al consumo supererà la previsione del 3,4% su base annua, ci attendiamo un rapido calo verso la media mobile esponenziale a 50 giorni in area 52.800.
Manteniamo un’impostazione operativa ribassista finché il Dow resterà bloccato sotto la cruciale resistenza a 53.500. I trader su derivati dovrebbero puntare alle aree di supporto a 53.250 e 53.000 per prendere profitto sulle posizioni short, utilizzando trailing stop per consolidare i guadagni. Una chiusura giornaliera di nuovo sopra 53.500 dovrebbe essere il segnale per neutralizzare gli short e prepararsi a un possibile squeeze verso 53.800.
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