Il DJIA scambiava in area 52.750, in calo di circa 450 punti (-0,85%), dopo che lo U.S. Central Command ha confermato raid contro obiettivi del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) all’interno dell’Iran, cancellando un rimbalzo sopra 53.000 che si era arrestato prima di 53.200. Due petroliere, una saudita e una di proprietà sudcoreana, sono state colpite nello Stretto di Hormuz e l’escalation nelle successive 48 ore ha modificato il pricing: la produzione del Golfo Persico viaggia attorno a due terzi dei livelli pre-bellici e il greggio torna richiesto. I dati domestici di martedì non sono riusciti a stabilizzare l’appetito per il rischio, mentre i mercati soppesavano l’impulso inflazionistico del conflitto a fronte di condizioni finanziarie più rigide.
L’ISM manifatturiero ha segnato 54,6 ad agosto contro 55,2 atteso e 55,6 a luglio, mentre i nuovi ordini sono scesi a 53,7 da 56,7 e l’occupazione è scesa a 51,2 da 52,8; le offerte di lavoro di luglio sono state 7,271 milioni contro 7,3 milioni previsti. L’indice “prices paid” è rimasto a 71,1 per il secondo mese consecutivo, sotto un consenso a 72, mentre il rendimento del decennale è arrivato al 4,78%, il trentennale si è avvicinato al 5,30% e il biennale era intorno al 4,34%, in parallelo a ribassi dei titoli a breve in Europa e Giappone. Le probabilità sui tassi si sono spostate: riunione di settembre prezzata vicino al 68% per un rialzo contro circa 35% pre-Jackson Hole, ottobre al 95% per 3,75%-4,00% o oltre, gennaio all’81% per il range più alto, e le riunioni del 2027 implicano 4,00%-4,25% o superiore; tra i prossimi dati figurano occupazione privata (48K vs 44K), ordini alle fabbriche (+0,7% m/m dopo -0,3%), ISM servizi (54,3 vs 54,1; prezzi 70,3; occupazione 47,4) e i payroll di venerdì (58K dopo -23K), disoccupazione al 4,1% e salari +0,3% m/m da +0,1% insieme a +3% a/a da +3,2%. I livelli tecnici citati includono resistenza a 53.000, poi 53.250, 53.500 e un record vicino a 54.750, con supporto in area 52.750, la EMA a 50 giorni intorno a 52.700, poi 52.500 e 52.000, e la EMA a 200 giorni vicino a 50.000; lo Stoch RSI era intorno a 34 sul daily e circa 14 intraday.
Volatilità del mercato energetico e coperture strategiche
Ci troviamo in un contesto di elevatissima volatilità, poiché i raid militari statunitensi contro obiettivi IRGC in Iran mettono a rischio una delle principali rotte globali di approvvigionamento energetico. Con circa il 20% dei consumi giornalieri mondiali di liquidi petroliferi che transita attraverso lo Stretto di Hormuz, il Brent è risalito verso l’area 85-90 dollari, spingendo al rialzo i costi degli input di base. Gli operatori sui derivati dovrebbero prepararsi a un’inflazione trainata dall’energia ancora persistente, coprendosi con opzioni call long sul Brent.
L’impennata del rendimento del Treasury decennale, recentemente arrivato al 4,78%, rappresenta un forte ostacolo per le valutazioni azionarie. Storicamente, quando il decennale è salito oltre il 4,7% a fine 2023, ha innescato una rapida correzione del 10% sul mercato azionario più ampio. Suggeriamo l’acquisto di opzioni put a breve scadenza sul Dow Jones Industrial Average per trarre beneficio da un test dell’indice sulla sua media mobile a 50 giorni in area 52.700.
Tassi, inflazione e posizionamento tattico in vista dei prossimi dati
I futures sui tassi ora prezzano una probabilità del 68% di un rialzo alla riunione del 16 settembre, in netto aumento rispetto al 35% circa precedente a Jackson Hole. Questo spostamento “hawkish” è alimentato da metriche di inflazione ancora appiccicose, come l’indice ISM “prices paid” di agosto rimasto ostinatamente invariato a 71,1. Consigliamo di operare su questo scenario più restrittivo utilizzando bear put spread su settori azionari ad alta leva e sensibili ai tassi.
I prossimi dati sull’ISM servizi e il report sui payroll di venerdì saranno i catalizzatori decisivi per la direzione dei mercati questa settimana. Se la componente “prices paid” dei servizi resterà elevata, in linea con l’ultima lettura di 70,3, è probabile che consolidi un rialzo dei tassi a settembre. Suggeriamo l’uso di strategie straddle sui principali ETF indicizzati per sfruttare la volatilità accentuata attesa in corrispondenza di queste pubblicazioni ad alto impatto.
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