Il dollaro USA si è rafforzato dopo che il CPI statunitense ha rispettato le attese, dato che il posizionamento di mercato era orientato verso una pubblicazione più calda. Il CPI headline è salito dello 0,1% su base mensile e il CPI core è aumentato dello 0,2%, ma il biglietto verde ha chiuso la sessione in rialzo poiché le aspettative sui tassi si sono adeguate solo modestamente e parte dell’esposizione lunga è stata ricostituita. L’inflazione core è stata descritta come in corsa a un ritmo annualizzato dell’1,6% su tre mesi, mentre il pricing implicito della politica monetaria USA è rimasto restrittivo e ha contenuto la volatilità FX in vista del Simposio di Jackson Hole.
Prospettive di politica della Fed e attese sui tassi
Le aspettative sulla Fed sono rimaste aggressive nonostante i dati recenti abbiano limato di 5 pb il pricing del FOMC di settembre; per quella riunione restano comunque impliciti 9 pb di irrigidimento, e la curva continua a prezzare un rialzo pieno di 25 pb per dicembre. L’attenzione si sposta ora sui verbali del FOMC della prossima settimana e sulla pubblicazione odierna del PPI, con ulteriori dati di secondo piano anch’essi sotto osservazione per la direzione del dollaro nel breve termine.
Sviluppi geopolitici e sentiment di mercato
Separatamente, gli sviluppi nel Golfo, incluse le trattative sullo Stretto di Hormuz, sono stati segnalati come un potenziale driver attraverso il più ampio sentiment di rischio.
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