Il dollaro USA si è rafforzato in modo generalizzato mentre prevaleva l’avversione al rischio, con azioni più deboli e petrolio in rialzo. La discesa dell’US Dollar Index (DXY) dai massimi di fine giugno si è fermata su un supporto intorno a 100,5, nonostante i dati d’inflazione deboli abbiano indirizzato gli scambi per tutta la settimana. I bond sono stati per lo più in rialzo sui principali mercati core e i Treasury hanno sovraperformato modestamente.
L’andamento dei prezzi a fine settimana è stato più favorevole al dollaro, ma il DXY restava esposto al rischio di una chiusura settimanale ribassista a meno di un ulteriore recupero prima della fine della seduta. Le preoccupazioni si sono concentrate sul ciclo tech e dei semiconduttori, insieme all’intensificarsi degli attacchi USA/Iran, alimentando il tono “risk-off” sui mercati. Gli overnight index swaps (OIS) continuavano a scontare un rialzo dei tassi della Federal Reserve entro fine anno, e tale pricing è stato descritto come eccessivo; una riprezzatura della curva degli swap è stata indicata come una potenziale fonte di pressione al ribasso sul dollaro.
Scenario ribassista per il dollaro USA e strategie operative
Consigliamo ai trader di derivati di posizionarsi per un indebolimento del dollaro USA nelle prossime settimane, mentre l’US Dollar Index (DXY) fatica a mantenere il supporto critico a 100,5. Sebbene i flussi “bene rifugio” legati all’aumento delle tensioni geopolitiche abbiano temporaneamente sostenuto il biglietto verde, il quadro tecnico di fondo resta marcatamente ribassista. Vendere i rimbalzi del DXY o acquistare opzioni put sul dollaro appare, al momento, la strategia più redditizia.
Divergenza nelle attese sui tassi e rischi strutturali
Rileviamo una forte discrepanza nel mercato: il pricing degli Overnight Index Swap (OIS) implica attualmente un’elevata probabilità di un rialzo dei tassi della Federal Reserve entro fine anno. Tuttavia, con i recenti dati d’inflazione USA in raffreddamento al 2,6% su base annua, ulteriori rialzi appaiono altamente improbabili. Man mano che la curva degli swap verrà riprezzata per allinearsi a una Fed in pausa, il dollaro è destinato a perdere il sostegno legato al rendimento e a scendere.
Sebbene l’attuale calo delle borse globali e l’aumento dei prezzi del petrolio abbiano innescato un classico movimento “risk-off”, ci aspettiamo che questo supporto al dollaro sia di breve durata. Storicamente, l’incapacità di sostenere un rally durante fasi di avversione al rischio segnala una debolezza strutturale sottostante della valuta. I trader dovrebbero sfruttarla impostando posizioni corte su USD contro le principali valute core più forti, anticipando una rottura al ribasso del pavimento a 100,5.
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