Il dollaro USA, misurato dal DXY, è scivolato ai minimi da maggio dopo che il Tesoro statunitense ha annunciato buyback più consistenti sui titoli a lunga scadenza, contribuendo a ridurre i rendimenti sul tratto lungo della curva. Il Tesoro ha dichiarato che aumenterà la dimensione delle operazioni di riacquisto a più lunga scadenza da 2 miliardi di dollari ad almeno 4 miliardi di dollari nel prossimo trimestre di rifinanziamento, dal 9 settembre al 4 novembre. Il cambiamento nella gestione dell’offerta ha riportato l’attenzione dei mercati sui tassi USA, dove il dibattito tra i policymaker su un ulteriore inasprimento resta irrisolto.
I verbali del FOMC di luglio hanno mostrato funzionari discutere la possibilità di ulteriori rialzi dei tassi, pur senza concludere che un inasprimento nel breve sia giustificato; inoltre, i dati successivi hanno ridotto l’urgenza di ulteriori interventi. Il prossimo catalizzatore saranno le osservazioni del presidente della Fed Warsh al simposio di Jackson Hole della Fed di Kansas City la prossima settimana. Con i rendimenti sul tratto lungo limitati dal piano di buyback, la più ampia debolezza del dollaro si è accompagnata alla domanda di oro e franco svizzero (CHF), mentre restano in essere i driver di più lungo periodo di rendimenti più elevati—fabbisogni di finanziamento legati all’AI, deficit fiscali persistenti e aumento dei rendimenti dei JGB.
La debolezza del dollaro mette sotto pressione i mercati
Stiamo assistendo a un cambiamento significativo nei mercati valutari: l’Indice del Dollaro USA (DXY) è sceso al livello più basso da maggio 2026, attestandosi poco sopra quota 101,50. La pressione ribassista è principalmente legata alla decisione strategica del Tesoro statunitense di raddoppiare i buyback sul tratto lungo ad almeno 4 miliardi di dollari a partire dal 9 settembre. I trader sui derivati dovrebbero prepararsi a questa iniezione di liquidità, che nelle prossime settimane potrebbe mantenere sotto controllo i rendimenti dei Treasury a lunga scadenza.
Strategie in opzioni e rischi evento
Sul mercato delle opzioni, suggeriamo di posizionarsi per un’ulteriore debolezza del dollaro puntando su strutture short USD, in particolare contro asset rifugio. La volatilità implicita sulle opzioni in franco svizzero (CHF) e sull’oro resta relativamente sottovalutata, nonostante l’oro si sia recentemente mantenuto vicino ai massimi storici di 2.500 dollari l’oncia. L’acquisto di call su CHF o di call sull’oro offre un profilo rischio/rendimento interessante, in un contesto in cui gli investitori si coprono dal potenziale deprezzamento valutario.
Inoltre, consigliamo ai trader di monitorare attentamente il simposio di Jackson Hole della prossima settimana, dove è previsto l’intervento del presidente della Fed Warsh. Con i futures sui tassi che al momento prezzano un’elevata probabilità che la Federal Reserve mantenga la pausa attuale, un tono neutrale o lievemente dovish potrebbe verosimilmente accelerare la discesa del dollaro. I trader possono utilizzare opzioni put USD a breve scadenza per sfruttare questo rischio evento imminente senza esporsi a un downside illimitato.
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