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Il dollaro tiene, mentre USD/JPY si aggira intorno a 162,50 in vista dei verbali del FOMC; incombe il rischio di intervento

by VT Markets
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Jul 8, 2026

USD/JPY è salito in area 162,50 mercoledì e in seguito ha stampato 162,53 sul grafico a 4 ore, dopo aver sfiorato un massimo di quattro decenni all’inizio della seduta. Il dollaro USA è rimasto sostenuto dal rischio geopolitico e dalla cautela in vista dei verbali del Federal Open Market Committee relativi alla riunione del 16–17 giugno, la prima sotto la guida del presidente della Fed Kevin Warsh. Lo yen giapponese è rimasto sotto pressione vicino ai minimi pluridecennali, mantenendo i mercati attenti al rischio di un intervento da parte delle autorità giapponesi.

La domanda di dollari si è rafforzata dopo che il presidente USA Donald Trump ha dichiarato che il memorandum d’intesa provvisorio con l’Iran era “finito”, segnalando riluttanza a impegnarsi con Teheran. La mossa ha coinciso con un rialzo dei prezzi del petrolio, alimentando le preoccupazioni sull’inflazione e un peggioramento del sentiment di rischio globale. Sul piano tecnico, la coppia si è mantenuta sopra la media mobile semplice (SMA) a 20 periodi a 162,06 e sopra la SMA a 100 periodi a 161,63, con un pavimento orizzontale a 162,47 e un RSI intorno a 60. I supporti si collocano a 162,47, poi 162,34 e 162,08, mentre la resistenza è in area 162,70; un breakout potrebbe puntare a 162,84, massimo di quattro decenni del 1° luglio.

Fattori alla base della forza del dollaro contro lo yen

Riteniamo che il dollaro USA stia tenendo bene contro lo yen giapponese, trainato da un significativo differenziale dei tassi. Il Federal Funds Rate resta al 5,50% mentre il tasso della Bank of Japan è solo allo 0,10%, rendendo conveniente detenere dollari rispetto allo yen. Questa differenza fondamentale continua a spingere il cambio USD/JPY verso livelli che non si vedevano da quattro decenni.

La situazione geopolitica, in particolare con l’Iran, aggiunge ulteriore pressione aumentando la domanda di dollaro come bene rifugio. I dati recenti mostrano che il WTI (West Texas Intermediate) è salito oltre 95 dollari al barile e che l’indice dei prezzi al consumo (CPI) USA del mese scorso si è attestato su un robusto +3,8% su base annua. Questi elementi rafforzano i timori inflazionistici e mantengono alta la pressione sulla Federal Reserve affinché mantenga una linea rigorosa.

Tutti gli occhi sono puntati sui prossimi verbali del FOMC in cerca di segnali sulla politica futura sotto la nuova leadership. Alla luce delle ultime letture sull’inflazione, ci aspettiamo che i verbali confermino un’impostazione “hawkish”, offrendo ulteriore supporto al dollaro nel breve termine. Ciò rafforza la nostra view secondo cui eventuali correzioni di USD/JPY verranno probabilmente considerate dal mercato come opportunità di acquisto.

Rischi di intervento e implicazioni di mercato

Tuttavia, dobbiamo restare estremamente cauti riguardo a un intervento delle autorità giapponesi. Storicamente, sono intervenute per sostenere la propria valuta, come nelle importanti operazioni viste a fine 2022 quando la coppia scambiava in area 152. Ai livelli attuali sopra 162, gli avvertimenti verbali dei funzionari si sono fatti più frequenti e il rischio di un’improvvisa e marcata rivalutazione dello yen è molto elevato.

Per i trader di derivati, questo contesto suggerisce che l’acquisto di volatilità sia la strategia più prudente. Riteniamo che posizioni long su straddle o strangle possano essere efficaci, in quanto trarrebbero beneficio da un ampio movimento di prezzo in entrambe le direzioni—un’ulteriore risalita graduale legata alla politica della Fed oppure un brusco crollo provocato da un intervento. L’attuale configurazione rende poco probabile una fase di contrattazioni tranquille nelle prossime settimane.

Osserviamo inoltre che i mercati delle opzioni stanno prezzando questa tensione, con la volatilità implicita a un mese sui contratti USD/JPY in risalita sopra l’11%. È presente uno skew significativo, con le put out-of-the-money che diventano più costose man mano che i trader si coprono dal rischio di un calo improvviso. Ciò indica che, pur con un trend di fondo rialzista, il rischio di una rapida inversione viene preso molto seriamente.

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