Il dollaro taiwanese è rimasto sotto pressione, con USD/TWD che si è portato sopra 32, poiché la domanda di dollari USA è stata alimentata dalle vendite estere di azioni e dai flussi stagionali legati a dividendi e rimpatrio di profitti, più che da un indebolimento dei fondamentali domestici. La banca centrale ha descritto il movimento come in larga misura guidato dal dollaro USA, richiamando anche i flussi di portafoglio e le valutazioni elevate dell’azionario taiwanese; secondo indiscrezioni, avrebbe chiesto alle banche locali di eseguire nello stesso giorno consistenti ordini di vendita di USD per accelerare l’offerta “naturale” e attenuare le pressioni di deprezzamento.
Gli indicatori tecnici continuano a mostrare momentum rialzista su USD/TWD, con l’RSI in area di ipercomprato, lasciando spazio a rischi di ulteriore rialzo insieme alla possibilità di un ritracciamento rapido. La resistenza è indicata a 32,22, descritta come il ritracciamento di Fibonacci al 76,4% del movimento massimo-minimo del 2025, con ulteriori livelli a 32,50/60. Il supporto si colloca a 31,95 e 31,76, la media mobile a 21 giorni. Nel breve termine, la valuta resta sensibile al protrarsi dei deflussi e a un sentiment favorevole al dollaro in vista delle minute del FOMC, anche se le vendite di USD da parte degli esportatori e le indicazioni ufficiali potrebbero ridurre il rischio di una risalita disordinata di USD/TWD.
Flussi temporanei versus fondamentali domestici
Il cambio USD/TWD si mantiene sopra 32, ma riteniamo che ciò sia guidato da flussi temporanei più che da fondamentali deboli. Gli ordini all’export di Taiwan per giugno 2026 sono infatti aumentati del 3,5% su base annua, segnalando che l’economia sottostante resta solida. La pressione principale proviene dalla stagione dei dividendi e dalle vendite azionarie da parte degli investitori esteri.
Gli investitori esteri hanno venduto un saldo netto di 4,6 miliardi di dollari USA di azioni locali il mese scorso, elemento che spiega la forte domanda stagionale di dollari. Ciò coincide con il picco della stagione di pagamento dei dividendi per le principali società tech, creando una corsa prevedibile al biglietto verde. Riteniamo che la banca centrale stia ora cercando di portare sul mercato una maggiore offerta “naturale” di USD per contrastare questa pressione.
Strategie di mercato e intervento della banca centrale
Dato il chiaro intento della banca centrale di prevenire un picco disordinato, riteniamo probabile che il potenziale rialzista sia limitato in prossimità dell’area di resistenza 32,50/60. Ciò rende interessante la vendita di volatilità per gli operatori in derivati nelle prossime settimane. Un bear call spread, vendendo una call a 32,50 e acquistandone una a strike più elevato, potrebbe essere un modo prudente per capitalizzare su questa view.
Non escludiamo inoltre un ritracciamento verso il supporto a 31,95 se le indicazioni della banca centrale si dimostrassero efficaci. Questo richiama gli interventi osservati a fine 2024, quando l’istituto difese attivamente livelli simili, mostrando la disponibilità a intervenire. Pertanto, l’acquisto di opzioni put a breve scadenza potrebbe fungere da operazione tattica in vista di un’inversione rapida.
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