USD/JPY si è rafforzato a circa 158,20 giovedì, estendendo a quattro sedute la fase di debolezza dello yen, mentre la coppia ha recuperato parte del movimento legato al coordinato intervento Giappone–USA della scorsa settimana. I dati sul lavoro USA hanno offerto uno stimolo limitato: le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono scese a 199 mila contro 202 mila attese e 198 mila precedenti, mentre i Challenger Job Cuts di luglio sono diminuiti a 33,429 mila da 45,849 mila, segnalando un raffreddamento delle assunzioni più che un’impennata dei licenziamenti.
L’attenzione si sposta sui Nonfarm Payrolls di venerdì. Un sondaggio Reuters indica un aumento di 80 mila unità a luglio dopo le 57 mila di giugno, con tasso di disoccupazione stabile al 4,2%, retribuzioni orarie medie viste invariate a +0,3% m/m e +3,5% a/a, e settimana lavorativa media a 34,3 ore; le stime spaziano da 75 mila a 120 mila e alcuni si attendono un 4,3% di disoccupazione. Separatamente, i titoli legati all’Iran hanno mantenuto il rischio sotto osservazione: un funzionario del Golfo ha stimato al 50% le probabilità di un accordo Iran–Oman entro venerdì, mentre funzionari iraniani hanno affermato che qualsiasi intesa non comporterebbe automaticamente la riapertura dello Stretto di Hormuz. Sui grafici, il prezzo si colloca sotto la resistenza a 158,28; i supporti sono a 157,90, poi 157,71 e 157,57; la SMA a 100 periodi è a 161,52 e l’RSI è vicino a 47.
Aspettative di volatilità e strategie in opzioni in vista dei NFP
Con la pubblicazione domani del cruciale report sui Nonfarm Payrolls (NFP), ci aspettiamo un aumento della volatilità che potrebbe far uscire USD/JPY dall’attuale range stretto in area 158,20. Gli operatori sui derivati dovrebbero valutare l’impiego di strategie in opzioni come straddle o strangle per catturare movimenti improvvisi indipendentemente dalla direzione, soprattutto alla luce dell’ampia forchetta di previsioni 75–120 mila. La volatilità implicita delle opzioni a breve su USD/JPY storicamente tende a impennarsi in prossimità delle principali giornate dei payroll, rendendo le strategie di acquisto di premio particolarmente interessanti in caso di scostamenti significativi rispetto al consenso a 80 mila.
Poiché la coppia sta recuperando terreno dopo le perdite legate all’intervento coordinato della scorsa settimana, occorre mantenere un’impostazione molto difensiva rispetto all’eventualità di nuove e improvvise azioni regolatorie da Tokyo. L’utilizzo di put out-of-the-money con strike in prossimità del “pavimento” a 155,00 può proteggere le posizioni lunghe da campagne aggressive di acquisto di yen. I dati storici mostrano che tali interventi possono innescare cali improvvisi fino a 400–500 pip in una singola seduta, rendendo essenziali coperture downside a costo contenuto.
Livelli tecnici, crescita salariale e rischi geopolitici
Sul fronte tecnico, la resistenza immediata a 158,28 e il supporto a 157,57 offrono ottimi livelli-obiettivo per opzioni barrier e knock-out. Suggeriamo di strutturare strategie range-bound come gli iron condor se la componente della crescita salariale dovesse restare stabile a +0,3% mese su mese, segnalando un mercato del lavoro USA in raffreddamento ma ancora solido. Tuttavia, se i salari sorprendessero al rialzo e rafforzassero i recenti commenti “hawkish” della Federal Reserve, l’acquisto di call con target sulla media mobile a 100 periodi in area 161,52 diventerebbe una strategia altamente praticabile.
Infine, va considerato il negoziato in corso Oman–Iran, poiché il mancato raggiungimento di un accordo potrebbe innescare flussi verso i beni rifugio a favore dello yen. Storicamente, shock geopolitici dell’offerta nello Stretto di Hormuz aumentano i costi energetici e provocano rapidi unwind dei carry trade globali, esercitando pressione al ribasso su USD/JPY. Gli operatori sui derivati dovrebbero privilegiare opzioni a rischio limitato rispetto a leva diretta sullo spot per gestire questi imprevedibili rischi di headline notturne.
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