Il dollaro USA ha recuperato le perdite iniziali in vista della pubblicazione dell’Indice dei prezzi alla produzione (PPI) statunitense di agosto, attesa alle 12:30 GMT. Durante la sessione europea, il Dollar Index (DXY) segnava +0,15% a circa 99,93, con l’attenzione rivolta a come i dati possano orientare la decisione della Federal Reserve sui tassi la prossima settimana. Il PPI headline è previsto al 5,3% su base annua, rispetto al 4,7% di luglio, mentre il PPI core è visto al 4,6% contro 4,2%, con riflettori puntati anche sul Consumer Price Index (CPI) di agosto in uscita venerdì. TD Securities si attende un CPI core a +0,19% mese su mese e al 2,3% anno su anno, mentre il CPI headline è stimato a +0,37% e al 3,4%.
Sul fronte grafico, il Dollar Index spot veniva indicato a 98,91, ancora sotto la media mobile esponenziale (EMA) a 20 giorni a 99,27 e sotto il ritracciamento di Fibonacci al 61,8% a 99,20. L’Indice di forza relativa (RSI) era a 40,7. Le resistenze sono state individuate a 99,20 e 99,27, quindi a 99,70, 100,19 e 100,80, mentre i supporti risultano in area 98,50 e 97,61.
—Strategie di volatilità attorno alle resistenze del dollaro e alle pubblicazioni dei dati
Con l’U.S. Dollar Index che oscilla appena sotto livelli di resistenza chiave a 99,20 alla vigilia dei dati cruciali su PPI e CPI, ci aspettiamo un forte aumento della volatilità di mercato. I trader di derivati dovrebbero valutare l’impiego di strategie in opzioni di tipo straddle o strangle sulle principali coppie valutarie per sfruttare un possibile breakout imminente. Questo approccio consente di beneficiare di movimenti di prezzo significativi indipendentemente dal fatto che i dati sull’inflazione spingano il dollaro al rialzo o al ribasso.
Scenari potenziali in base alle sorprese sui dati
Storicamente, letture di inflazione elevate hanno innescato riprezzamenti aggressivi delle aspettative sui tassi della Federal Reserve, come nel settembre 2022 quando un CPI “caldo” fece balzare il DXY di oltre l’1,5% in una sola giornata. Se il PPI di agosto dovesse effettivamente salire al 5,3% su base annua come da stime, è probabile una rapida inversione dell’attuale trend ribassista, mentre i trader prezzano una Fed più “hawkish”. Per posizionarsi su questo potenziale rialzo, l’acquisto di call a breve scadenza sul dollaro contro euro o yen giapponese offre un’impostazione a rischio definito.
Sul versante opposto, gli indicatori tecnici mostrano che il DXY resta impostato in chiave ribassista sotto la sua media mobile esponenziale a 20 giorni a 99,27, con un RSI debole a 40,7. Se i dati sul CPI di venerdì dovessero indicare che le pressioni di fondo sui prezzi sono in realtà contenute, l’indice potrebbe scendere rapidamente sotto il supporto immediato a 98,50. In questo scenario, potremmo valutare l’acquisto di put con obiettivo sul supporto più profondo in area 97,61.
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