Il dollaro USA fatica a rimbalzare dopo la pausa “hawkish” della Federal Reserve, con la retorica sull’inflazione del presidente Kevin Warsh che non è riuscita a modificare il pricing di mercato. Il precedente arretramento del biglietto verde è stato alimentato dal fatto che i mercati hanno azzerato le residue probabilità (30%) di un rialzo dei tassi a luglio, mentre la curva dei rendimenti USA si è irripidita: le attese sui tassi nel breve sono scese, comprimendo il tratto front-end, e le aspettative d’inflazione di più lungo periodo sono salite, sostenendo il long-end. I rendimenti obbligazionari sono più alti lungo tutta la curva, sostenuti da prezzi del greggio più solidi, e i future sull’azionario USA sono leggermente in rialzo dopo i risultati robusti di Microsoft.
Il Brent dovrebbe restare in un range tra 70 e 100 dollari, in linea con un’ulteriore fase di escalation “gestita” delle tensioni geopolitiche. La riprezzatura dei tassi ha lasciato il dollaro in difficoltà anche a fronte di rendimenti in aumento, e il movimento della curva ha indicato uno spostamento dal rischio di un irrigidimento immediato verso una maggiore compensazione per l’inflazione sulle scadenze più lunghe. L’articolo indica di essere stato prodotto con l’assistenza di uno strumento di IA e revisionato da un editor.
Strategia su valute e tassi
Con il Dollar Index (DXY) sceso sotto quota 101,50 dopo la recente decisione della Fed, riteniamo che gli operatori sui derivati dovrebbero concentrarsi su posizioni short sul dollaro. L’incapacità della valuta di recuperare nonostante i commenti “hawkish” suggerisce che la pressione in acquisto si sia esaurita. Raccomandiamo l’utilizzo di opzioni call su EUR/USD o opzioni put su USD/JPY per catturare ulteriore debolezza nelle prossime settimane.
Il marcato irripidimento della curva dei rendimenti USA, con il Treasury a 2 anni sceso al 4,10% mentre il 10 anni si è spinto verso il 4,55%, offre un’opportunità di primo piano per gli strategist sui tassi. Consigliamo di tradare questo trend tramite opzioni “curve steepener” o interest rate swap che beneficiano di un allargamento dello spread. Storicamente, periodi simili di perdita di credibilità della Fed hanno visto i rendimenti a lungo termine impennarsi, mentre gli investitori chiedono premi a termine più elevati.
Opportunità su energia e mercati azionari
Nel comparto energetico, la fase di consolidamento del Brent in area 82 dollari al barile è perfettamente coerente con il range atteso di 70-100 dollari. Poiché le escalation geopolitiche restano gestite, suggeriamo di vendere opzioni out-of-the-money per incassare premi ricorrenti. L’implementazione di iron condor sui future del Brent appare una strategia potenzialmente molto redditizia per agosto.
Sul fronte azionario, i risultati solidi dei big tech come Microsoft, che ha recentemente riportato una crescita dei ricavi del 16% su base annua, stanno mantenendo resiliente l’S&P 500. Ci aspettiamo che questo “cuscinetto” guidato dalla tecnologia limiti il ribasso del mercato nel suo complesso, rendendo appetibili bull put spread sulle opzioni sugli indici. Questo consente ai trader di incassare premio mentre il quadro macroeconomico più ampio si stabilizza.
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