Il Dollaro USA si è rafforzato giovedì dopo che le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono scese a 187 mila nella settimana terminata il 18 luglio, sotto le attese di 212 mila e anche sotto il dato precedente rivisto a 209 mila, minimo dal 1969. La propensione al rischio si è attenuata con l’escalation del conflitto in Medio Oriente: i prezzi del petrolio sono balzati dopo gli attacchi a petroliere saudite nel Mar Rosso e il rinnovato focus sul rischio di interruzioni al Bab el-Mandeb e allo Stretto di Hormuz. L’indice del Dollaro USA (DXY) è salito di circa lo 0,3% sopra 101,40. EUR/USD è sceso in area 1,1380, in calo di circa lo 0,3%, anche dopo che la Banca Centrale Europea ha lasciato invariati i tre tassi chiave, mentre GBP/USD è sceso sotto 1,3320, in flessione di circa lo 0,4%, in vista delle previsioni sulle Vendite al Dettaglio del Regno Unito di −0,3% m/m a giugno dopo +1,2% a maggio, e −0,4% al netto dei carburanti.
USD/JPY è avanzato di circa lo 0,4% verso 163,85, massimo in quasi quattro decenni, con l’ampliamento dei differenziali di rendimento. AUD/USD è sceso di circa lo 0,4% vicino a 0,6970 nonostante l’Occupazione australiana sia aumentata di 76,3 mila contro attese a 15 mila e la Disoccupazione sia rimasta al 4,4%; i precedenti PMI compositi erano a 50,4. Il WTI è salito di oltre il 6% verso 92,00 dollari al barile, mentre l’Oro è scivolato di circa il 2% in area 4.050 dollari. Venerdì sono attesi in Germania il GfK sulla fiducia dei consumatori, visto a −28,5 contro −29,2, e i PMI preliminari HCOB di luglio; nell’Eurozona il Manifatturiero è previsto a 51,3 e i Servizi a 49,8. Negli Stati Uniti escono i PMI preliminari di luglio, con il Manifatturiero atteso a 54,5 contro 53,9 e i Servizi a 51,0 contro 51,2, insieme alle Vendite di Nuove Abitazioni di giugno, mentre nel Regno Unito vengono diffusi anche i PMI preliminari S&P Global.
Dollaro, Yen, Petrolio e Oro: posizionamento strategico
Raccomandiamo ai trader su derivati di concentrarsi su posizioni long di dollaro tramite futures FX e opzioni call, poiché la tenuta dei dati sul lavoro mantiene la Federal Reserve su un orientamento restrittivo. Con le richieste di sussidi ai minimi storici a 187 mila, i rendimenti dei Treasury USA sono destinati a salire ulteriormente. Questa forza macroeconomica suggerisce che l’indice del dollaro (DXY) sosterrà senza difficoltà il proprio slancio sopra il livello di 101,40 nelle prossime settimane.
Occorre essere estremamente cauti con posizioni long su USD/JPY in prossimità di 163,85, dato che il rischio di un improvviso intervento del governo giapponese è molto elevato. Storicamente, il Ministero delle Finanze del Giappone ha speso un record di 9,8 mila miliardi di yen (circa 62 miliardi di dollari) in un solo mese nel 2024 per difendere la valuta quando è scivolata oltre 160. Per gestire questo rischio, dovremmo utilizzare stop-loss stretti oppure acquistare opzioni put USD/JPY a breve scadenza per coprirci da un rapido calo del cross in seguito a intervento.
Suggeriamo di acquistare opzioni call sul greggio West Texas Intermediate (WTI) poiché le minacce geopolitiche nel Mar Rosso rischiano di strangolare i corridoi energetici globali. Il Bab el-Mandeb e lo Stretto di Hormuz movimentano insieme milioni di barili di petrolio al giorno, rendendo qualsiasi interruzione delle spedizioni fortemente inflazionistica. Con il WTI in rialzo oltre 92,00 dollari, la volatilità implicita delle opzioni è probabilmente destinata a impennarsi, premiando i trader posizionati per ulteriori fiammate dei prezzi dell’energia.
Nonostante l’elevata incertezza geopolitica, privilegiamo l’acquisto di opzioni put sull’oro mentre il metallo arretra dai massimi in area 4.050 dollari. Prezzi del petrolio più elevati minacciano di mantenere l’inflazione globale persistente, costringendo le principali banche centrali a tenere i tassi alti più a lungo. Storicamente, l’aumento dei rendimenti reali accresce il costo opportunità di detenere beni rifugio privi di rendimento, fattore che probabilmente manterrà l’oro sotto pressione nel breve termine.
Opportunità nella debolezza di euro e sterlina
Dovremmo valutare di vendere i rimbalzi su EUR/USD e GBP/USD utilizzando strategie di bear spread per sfruttare l’ampliamento del differenziale di politica monetaria con gli Stati Uniti. L’Eurozona fatica con prospettive di crescita deboli, mentre le prossime vendite al dettaglio nel Regno Unito sono previste in contrazione dello 0,3%. Ciò lascia entrambe le valute europee particolarmente vulnerabili al dominante appeal del biglietto verde come bene rifugio.
Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.