Il dollaro è rimasto debole nonostante il rialzo dei prezzi dell’energia e il livello ancora elevato dei tassi USA a breve scadenza in vista della pubblicazione di venerdì del CPI statunitense di agosto e della decisione della Federal Reserve della prossima settimana, per la quale è atteso un rialzo di 25 pb. L’operatività si è invece concentrata su bruschi movimenti di USD/JPY e su uno scenario calmo e a bassa volatilità, con le azioni globali vicino ai massimi, rafforzando la correlazione negativa tra equity e dollaro. L’attenzione torna al mercato dei Treasury USA, con l’avvio dei buy-back sul debito a più lunga scadenza, insieme alle aste di 39 mld di dollari di titoli a 10 anni e 22 mld di dollari di titoli a 30 anni tra oggi e domani; il DXY è visto difendere il supporto 98,55/65, anche se una rottura potrebbe trascinarlo rapidamente verso 98,00 se USD/JPY facesse da traino. EUR/USD, vicino a 1,1600, resta in area mediana da aprile, con resistenza indicata a 1,1640/45 e una possibile estensione a 1,1675/80, mentre un livello di 1,15 a fine settembre è collegato a un rialzo Fed; la BCE è attesa consegnare un movimento di 25 pb con inclinazione dovish rispetto agli ulteriori 50 pb di restrizione attualmente prezzati.
In Polonia, i tassi sono attesi invariati al 3,75% poiché il petrolio più caro limita lo spazio per un allentamento, anche dopo i segnali dovish di luglio; i mercati prezzano ora circa 80 pb di restrizione, ma salvo sorprese dalla Narodowy Bank Polski, una parziale inversione potrebbe riportare EUR/PLN sopra 4,330. In Brasile, USD/BRL si avvicina a 5,05/5,07 mentre i sondaggi elettorali si serrano: un’indagine ha mostrato Flavio Bolsonaro in vantaggio sul presidente Lula in un ballottaggio al secondo turno, mentre Polymarket attribuisce ancora a Lula un vantaggio di circa il 7%, sebbene il gap si stia riducendo. Il real è inoltre sostenuto da un contesto globale benigno e da uno dei più elevati tassi reali al mondo.
Strategie su derivati in un contesto di bassa volatilità
Consigliamo ai trader di derivati di sfruttare l’insolitamente basso livello di volatilità acquistando opzioni put su USD a buon mercato, poiché il biglietto verde resta sorprendentemente debole nonostante fattori di supporto. Anche con il Brent in rialzo oltre 73 dollari al barile e i rendimenti del Treasury decennale USA stabili vicino al 3,9%, l’indice del dollaro fatica a superare livelli chiave di resistenza. Questa divergenza suggerisce di posizionarsi per una possibile rottura al ribasso del DXY verso 98,00 qualora venisse meno il supporto a 98,55.
Con USD/JPY che oscilla in modo precario vicino alla soglia di 150, i trader dovrebbero utilizzare opzioni knock-out o posizioni short dirette per catturare un potenziale calo brusco. I dati storici mostrano che le autorità giapponesi hanno speso oltre 60 miliardi di dollari in interventi valutari negli anni precedenti per difendere questi livelli, rendendo la “linea 150” particolarmente sensibile. I macro hedge fund sono già fortemente posizionati per una rottura al ribasso nelle prossime settimane e raccomandiamo di unirsi a questo momentum.
Per l’euro, consigliamo l’acquisto di opzioni put su EUR/USD con obiettivo a fine settembre di 1,1500. Pur trovandosi attualmente vicino a 1,1600, la prossima riunione BCE ha un’alta probabilità di consegnare un rialzo dal tono dovish che deluderà il pricing aggressivo sui tassi. Questo contrasto rispetto a un rialzo dei tassi Fed previsto di 25 pb dovrebbe peggiorare i termini di scambio dell’euro.
Opportunità FX in Europa centrale e America Latina
In Europa centrale, suggeriamo di andare long su EUR/PLN tramite opzioni call per beneficiare di una probabile correzione dovish parziale verso 4,330. Sebbene oggi la banca centrale polacca sia attesa lasciare invariati i tassi al 3,75%, il mercato ha sovracompensato prezzando quasi 80 pb di futura restrizione. Qualsiasi retorica dovish da parte del governatore Glapiński questa settimana innescherà un rapido smontaggio di queste scommesse hawkish.
Infine, raccomandiamo ai trader di derivati di vendere USD/BRL o acquistare call sul real, poiché gli spostamenti politici locali favoriscono la riforma fiscale. I recenti sondaggi che mostrano Flavio Bolsonaro in vantaggio sul presidente Lula nelle proiezioni di ballottaggio hanno già iniziato a spingere USD/BRL verso il basso, in direzione di 5,05. Sostenuto da uno dei più alti tassi reali nel mondo emergente, il real è ben posizionato per sovraperformare rispetto alla sua curva forward ripida.
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