Si diceva che il dollaro USA stesse consolidando i recenti guadagni, con l’US Dollar Index (DXY) a testare una resistenza sulla media mobile a 200 giorni a 99,17. Il Brent veniva descritto in scambio sotto i 90 dollari al barile, mentre i risultati di Nvidia venivano citati come superiori alle attese di Wall Street su ricavi e vendite nel contesto della spesa in conto capitale legata all’AI.
I dati sull’inflazione USA hanno mostrato il PCE headline in aumento dello 0,2% m/m rispetto a un consensus dello 0,1% e al -0,1% di giugno, mantenendo il tasso annuo al 3,7% a/a contro un consensus del 3,6% per il secondo mese consecutivo. Il PCE core è stato dello 0,2% m/m, in linea con le attese, in aumento dallo 0,1% di giugno, e si è mantenuto al 3,3% a/a per il secondo mese; il trimmed mean PCE della Fed di Dallas è rimasto al 2,3% a/a e il median della Fed di Cleveland al 2,7% a/a. La spesa personale reale veniva descritta come in stallo, mentre i Fed funds futures implicavano una probabilità del 36% di una mossa da 25 pb verso 3,75–4,00% entro la riunione del 16 settembre e 40 pb di inasprimento nei prossimi 12 mesi; il simposio di Jackson Hole inizia oggi, con il presidente della Fed Kevin Warsh atteso domani.
Prospettive sul dollaro USA e slancio economico fragile
Riteniamo che l’US Dollar Index (DXY) stia attualmente testando la sua critica resistenza sulla media mobile a 200 giorni a 99,17, configurandosi come un importante punto di svolta per i mercati globali. Con l’inflazione PCE headline ancora bloccata al 3,7% e la spesa reale dei consumatori in stallo, lo slancio dell’economia USA si sta raffreddando silenziosamente. Questo quadro suggerisce che il recente consolidamento del biglietto verde poggia su fondamenta fragili.
Poiché la Federal Reserve ha ampio spazio per mantenere i tassi invariati, riteniamo che il dollaro sia altamente vulnerabile a una riprezzatura improvvisa e marcata in senso dovish. I trader sui derivati dovrebbero valutare l’acquisto di opzioni put sul DXY vicino at-the-money o opzioni call su EUR/USD per beneficiare di una possibile rottura al di sotto della media mobile a 200 giorni. I passati cambi di regime di mercato, come il pivot di politica monetaria di fine 2023 che ha cancellato quasi il 6% dal DXY in appena due mesi, evidenziano quanto rapidamente il dollaro possa scendere quando le attese hawkish si sgonfiano.
Strategie di trading per l’attuale contesto
Attualmente, i Fed funds futures mostrano solo una probabilità del 36% di un rialzo alla riunione del 16 settembre, con un modesto totale di 40 punti base di inasprimento prezzato per l’intero anno. Raccomandiamo di assumere posizioni lunghe sui futures sui tassi d’interesse a breve termine per catturare guadagni man mano che il mercato sconta gradualmente l’uscita di scena di questi rialzi residui. Dati deboli su retail e spesa reale dovrebbero continuare a supportare questo trade nelle prossime settimane.
Con l’avvio oggi del Jackson Hole Economic Symposium, dobbiamo prepararci a volatilità di breve periodo anche se gli indizi espliciti di policy dovessero restare vaghi. Poiché il Brent consolida sotto i 90 dollari e il sentiment sul tech rimane solido, suggeriamo l’uso di straddle in opzioni sui principali cross valutari per sfruttare improvvisi movimenti di prezzo. Questa strategia consente di catturare guadagni da eventuali reazioni inattese del mercato ai prossimi aggiornamenti della task force della Fed.
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