Il Dollaro canadese ha esteso le perdite per una seconda seduta, anche se il Dollaro USA rifugio ha mostrato debolezza in un movimento “risk-on” dopo una tregua tra Stati Uniti e Iran. USD/CAD ha scambiato appena sotto i massimi di due settimane a 1,1411, con l’impatto del calo dei prezzi del petrolio che ha più che compensato la più ampia debolezza del biglietto verde. Il CAD è stata la valuta “major” con la peggior performance lunedì, mentre il rally di sollievo sui mercati globali ha mantenuto la divisa USA sotto pressione contro la maggior parte dei pari.
Il greggio ha aperto in calo, mentre gli operatori si orientavano verso una soluzione diplomatica che potrebbe ripristinare flussi petroliferi più liberi. Il Brent è sceso di oltre 10 dollari dai massimi della scorsa settimana a circa 85,00 dollari, mentre il WTI ha invertito in linea portandosi a 82,00 dollari, penalizzando una valuta strettamente legata alle esportazioni energetiche. Con un calendario macro povero nella seduta di lunedì, l’attenzione si sposta alla riunione di politica monetaria della Federal Reserve di giovedì, per la quale i mercati prezzano una probabilità di rialzo dei tassi prossima al 33%, anche se lo scenario centrale resta una pausa; indicazioni prospettiche e i commenti della conferenza stampa di Warsh sono destinati a guidare la direzione del USD nel breve termine. Più tardi è atteso l’aggiornamento finale dell’Atlanta Fed GDPNow, che incorpora i dati sugli ordini di beni durevoli di giugno.
Volatilità di USD/CAD e strategie in opzioni
Suggeriamo ai trader di derivati di prepararsi a un aumento della volatilità su USD/CAD concentrandosi su strategie in opzioni a breve scadenza. Con il cambio in area 1,1411, l’acquisto di straddle o strangle a breve potrebbe consentire di beneficiare di movimenti bruschi in entrambe le direzioni. Storicamente, quando i prezzi del petrolio registrano ribassi a due cifre nell’arco di una settimana, il Dollaro canadese subisce una pressione ribassista persistente che tende a durare da quindici a venti giorni.
Per coprirsi da ulteriori flessioni del Dollaro canadese, raccomandiamo l’acquisto di opzioni call su USD/CAD con strike leggermente sopra 1,1450. Poiché il Canada dipende dal petrolio per circa il 20% dei ricavi complessivi da esportazioni, il brusco calo del Brent a 85,00 dollari e del WTI a 82,00 dollari deteriora sensibilmente le prospettive del “loonie”. Questa debolezza delle commodity, unita a una probabilità del 33% di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve giovedì, rende in questo momento particolarmente interessanti le put sul CAD a fini protettivi.
Opportunità nelle opzioni su futures del petrolio e setup di breakout sul USD
Dovremmo inoltre valutare operazioni su opzioni legate ai futures sul greggio per capitalizzare il recente calo di 10 dollari. La volatilità implicita nei mercati energetici spesso si impenna dopo improvvisi cambiamenti geopolitici, come la recente tregua, gonfiando i premi delle opzioni. Possiamo vendere put fuori dal denaro (OTM) sul WTI in prossimità del supporto a 78,00 dollari per incassare premio, scommettendo che i prezzi si stabilizzino dopo questa iniziale vendita di sollievo.
Infine, va monitorata con attenzione la pubblicazione dei prossimi dati sul PIL USA e la dichiarazione di politica monetaria della Federal Reserve di giovedì. Se la Fed manterrà un orientamento restrittivo mentre i segnali di crescita negli Stati Uniti resteranno solidi, il Dollaro USA potrebbe rafforzarsi, spingendo USD/CAD oltre i massimi di due settimane attuali. I trader possono considerare spread rialzisti in call (bull call spread) con leva sul USD per limitare il rischio pur posizionandosi per un potenziale breakout.
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