USD/CAD è sceso lunedì ai minimi dal 3 giugno, con il cambio in area 1,3852, mentre un Dollaro USA più debole coincideva con dati sui prezzi canadesi più robusti. In Canada l’indice dei prezzi al consumo (CPI) è aumentato del 3% su base annua a luglio, sopra il consenso del 2,9% e in rialzo rispetto al 2,8% precedente; su base mensile, il CPI è salito dello 0,5%, in linea con le attese dopo un calo dello 0,4%. Anche l’inflazione core ha accelerato: la misura core della Bank of Canada è salita al 2,3% annuo dal 2,1%, mentre la variazione mensile è aumentata dello 0,2% dopo lo 0,1%. Statistics Canada ha attribuito l’accelerazione ai rincari di benzina e pacchetti turistici, aggiungendo che il conflitto in Medio Oriente, inclusa una chiusura dello Stretto di Hormuz, ha esercitato ulteriori pressioni al rialzo sui costi dei carburanti.
Il Dollaro USA è rimasto sotto pressione mentre i mercati hanno ridotto le aspettative di ulteriore restrizione della Federal Reserve dopo dati che indicano una domanda di lavoro più debole, una spesa dei consumatori in rallentamento e un’inflazione in attenuazione. Le quotazioni del CME FedWatch segnalano circa il 70% di probabilità che la Fed lasci i tassi invariati il mese prossimo. Il Dollar Index si attestava intorno a 99,45 dopo un calo a 99,30, il livello più basso dal 5 giugno. I prezzi del petrolio sono rimasti elevati poiché i transiti marittimi attraverso lo Stretto di Hormuz risultavano ancora fortemente limitati, sostenendo il Dollaro canadese legato alle commodity; inoltre Reuters ha riportato che un funzionario iraniano ha affermato che le tensioni potrebbero aumentare se la diplomazia dovesse fallire e ha descritto un passaggio a una postura “pienamente offensiva”.
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