Il dollaro USA ha faticato a trovare domanda nelle prime ore di giovedì, anche mentre le tensioni in Medio Oriente si intensificavano. Il calendario USA prevede le richieste iniziali settimanali di sussidi di disoccupazione e le vendite di case esistenti di giugno, mentre i mercati hanno seguito anche i commenti delle banche centrali. Nella tarda serata di mercoledì, i militari statunitensi hanno dichiarato di aver colpito 90 obiettivi lungo la costa iraniana e, successivamente, i Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno preso di mira basi USA in Kuwait e Bahrain. Reuters ha riferito che il primo ministro del Qatar ha sollecitato la via diplomatica in una telefonata con il ministro degli Esteri iraniano. Nonostante ciò, il petrolio ha limato i ribassi, il Dollar Index è rimasto sotto 101,00 e i future sugli indici azionari USA sono saliti tra lo 0,2% e lo 0,7%.
I verbali della Federal Reserve relativi alla riunione di giugno hanno indicato che i rischi al rialzo per la stabilità dei prezzi restano elevati, mentre i rischi al ribasso per la massima occupazione si sono moderati in parte; la maggioranza dei partecipanti ha delineato scenari in cui l’inflazione potrebbe rimanere elevata, lasciando intendere che potrebbe essere giustificato un ulteriore irrigidimento di politica monetaria. Sul fronte FX, l’EUR/USD è salito verso 1,1450 e il GBP/USD ha scambiato sopra 1,3400, massimi da tre settimane. L’oro è rimbalzato dopo tre sedute di calo, in rialzo di quasi lo 0,8% sopra 4.100 dollari, mentre l’USD/JPY è sceso sotto 162,50 dopo un +0,3% di mercoledì. Il rapporto trimestrale della Bank of Japan ha mantenuto invariata la valutazione in tutte e 9 le regioni, con la maggior parte giudicate in “moderata ripresa”.
—Volatilità e dislocazioni di mercato
Stiamo osservando un marcato scollamento tra l’escalation delle tensioni in Medio Oriente e un dollaro USA più debole. Ciò suggerisce che il mercato stia prezzando il conflitto come “contenuto”, alimentando incertezza e rafforzando il caso per una maggiore volatilità. Riteniamo che l’acquisto di opzioni call sul VIX sia una copertura prudente, soprattutto considerando che l’indice ha recentemente scambiato vicino al minimo a 52 settimane in area 12,5, rendendo la volatilità relativamente economica.
I verbali della Federal Reserve segnalano chiaramente che ulteriori rialzi dei tassi sono possibili, eppure il dollaro scende. È improbabile che questa divergenza duri, e vediamo un’opportunità sui future sui tassi, anticipando che il mercato dovrà riprezzare verso un sentiero più “hawkish”. Storicamente, quando il mercato si oppone alla Fed, alla fine vince la Fed, come visto nei cicli di politica monetaria del 2022, quando i dubbi iniziali sui rialzi hanno lasciato spazio a un forte rally del dollaro.
—Operazioni tattiche su FX e commodity
Dato il chiaro momentum contro il dollaro, stiamo valutando l’acquisto di opzioni call su EUR/USD e GBP/USD. Con l’EUR/USD in spinta verso 1,1450 e il GBP/USD sui massimi di tre settimane, call a breve scadenza offrono un modo a costo contenuto per partecipare a ulteriori rialzi. La recente indagine della Banca Centrale Europea ha mostrato che le aspettative di inflazione core restano ostinatamente sopra il 3%, a supporto della forza relativa dell’euro.
Il comparto commodity sta raccontando due storie diverse, creando un’evidente operazione di valore relativo. Raccomandiamo di costruire posizioni long sull’oro tramite opzioni call, mentre supera 4.100 dollari sulla domanda di bene rifugio. Parallelamente, il calo del petrolio, con i future WTI in flessione dell’1,5% questa mattina nonostante il conflitto, segnala che i timori di offerta sono eccessivi e giustifica posizioni ribassiste tramite opzioni put.
In Giappone, la valutazione stabile della banca centrale implica che il movimento dello yen sia quasi interamente una storia di dollaro USA. La discesa dell’USD/JPY sotto 162,50 offre un’opportunità tattica per posizionarsi su un’inversione brusca se il dollaro dovesse trovare stabilità. Stiamo considerando l’acquisto di opzioni call USD/JPY a breve termine per puntare su un rimbalzo, soprattutto se i dati odierni sulle richieste di sussidi di disoccupazione risultassero inferiori alle 215.000 attese.
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