Il dollaro australiano è sceso di oltre l’1% contro il dollaro USA mercoledì, mentre i rendimenti dei Treasury statunitensi si sono spinti al rialzo e sia il titolo a 5 anni sia quello a 10 anni hanno superato la soglia del 5%. L’AUD/USD scambiava intorno a 0,7039–0,7041 dopo un precedente picco a 0,7118, mentre il rendimento USA a 5 anni è salito di 17 punti base al 4,99% e il 10 anni ha aggiunto 15,5 punti base al 5,11%, il livello più alto dal 2007. In parallelo al movimento dei tassi, il Dollar Index (DXY) è salito dello 0,57% a 101,25.
I dati USA hanno mostrato un’attività solida: il PMI manifatturiero S&P Global è salito a 57 da 53,9, battendo la stima di 53,5, e il PMI dei servizi è aumentato a 58,7 da 56,5 contro un consenso a 56. Le probabilità implicite di mercato per una mossa della Fed di 25 pb a ottobre sono aumentate da circa il 52% al 66%, mentre le probabilità per dicembre erano al 93%, secondo Prime Terminal. In Australia, il PMI composito S&P Global è sceso a 50,8 da 52,7, con la manifattura in contrazione e i servizi in rallentamento. In seguito, l’occupazione è attesa rimbalzare da -15,8 mila a 20 mila, con il tasso di disoccupazione visto stabile al 4,5%.
—Strategie di trading su derivati in un contesto di rendimenti USA in aumento
Consigliamo ai trader di derivati di posizionarsi per ulteriori pressioni ribassiste sull’AUD/USD, mentre i rendimenti dei Treasury USA si mantengono saldamente sopra la soglia cruciale del 5%. Considerato che il rendimento USA a 10 anni è balzato al 5,11%, eguagliando picchi che non si vedevano dalla crisi finanziaria del 2007, l’acquisto di opzioni put a breve scadenza sul dollaro australiano rappresenta una strategia particolarmente interessante. Questa impostazione consente di beneficiare dell’ampliamento del differenziale di rendimento tra Stati Uniti e Australia, mantenendo al contempo protetto il capitale di rischio.
Con i dati sul lavoro australiani in arrivo attesi indicare un tasso di disoccupazione fermo al 4,5%, qualsiasi debolezza nella variazione dell’occupazione potrebbe facilmente spingere il cross sotto il supporto immediato a 0,7040. Storicamente, in fasi analoghe di irrigidimento aggressivo della Federal Reserve—come a fine 2023, quando i rendimenti USA avevano nuovamente sfiorato questi livelli—il dollaro australiano è sceso bruscamente contro il biglietto verde nel giro di pochi giorni dopo delusioni sui target macro locali. Per gestire il rischio sulle posizioni short, puntiamo a inserire stop-loss stretti appena sopra il cluster di resistenze delle tre medie mobili semplici a 0,7092.
—Sfruttare la forza del dollaro USA e il deterioramento dell’outlook australiano
Con le attese di mercato per un rialzo dei tassi Fed a ottobre in aumento al 66% e le probabilità di dicembre al 93%, il Dollar Index è ben posizionato per salire oltre l’attuale area 101,25. Possiamo sfruttare questo momentum tramite call spread rialzisti sul dollaro USA, soprattutto considerando che il PMI manifatturiero statunitense ha mostrato una resilienza sorprendente, salendo a 57. Il rallentamento del PMI composito australiano a 50,8 conferma che l’economia domestica sta perdendo slancio, elemento che continuerà a limitare qualsiasi recupero significativo dell’AUD.
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