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Il dollaro amplia i guadagni contro lo yen sulle tensioni in Medio Oriente, mentre la Bank of Japan “dovish” limita l’attrattiva dello yen

by VT Markets
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Jul 8, 2026

Il Dollaro USA si è rafforzato contro lo Yen giapponese per la quarta seduta consecutiva mercoledì, sostenuto dal riaccendersi delle ostilità in Medio Oriente. Una nuova ondata di raid statunitensi contro l’Iran, in risposta a presunti attacchi di Teheran contro navi nei pressi di Hormuz all’inizio della settimana, ha penalizzato l’appetito per il rischio e sostenuto la domanda per la valuta rifugio. Ciononostante, USD/JPY ha faticato a superare i massimi della scorsa settimana, con il cambio scambiato a 162,26 dopo un fallimento in area 162,40.

Lo Yen ha inoltre subito pressioni dopo che Toichiro Asada, membro del comitato di politica monetaria della Bank of Japan, ha dichiarato di voler vedere prove di un’inflazione trainata dalla domanda prima di sostenere rialzi dei tassi. Sul piano tecnico, i compratori sono stati respinti in prossimità del massimo di lunedì vicino a 162,40, mentre il Relative Strength Index (14) è rientrato verso la neutralità dai livelli di ipercomprato e il MACD è rimasto lievemente positivo. La resistenza si colloca a 162,41, massimo del 6 giugno, che ostacola un movimento verso il picco di 40 anni a 162,85 e poi 162,84; il supporto è visto vicino a 161,70 e, più in basso, a 160,50, livello che ha retto la scorsa settimana.

Driver della forza di USD/JPY e divergenza di policy

Con il Dollaro USA in recupero grazie alle tensioni geopolitiche e una Bank of Japan esitante, ci attendiamo una pressione rialzista persistente su USD/JPY. La netta differenza di impostazione tra le banche centrali, con la Fed ferma su una linea restrittiva mentre la BoJ resta dovish, è il principale motore del movimento. Gli operatori in derivati dovrebbero posizionarsi per una prosecuzione del trend nelle prossime settimane.

A supporto di questa lettura, l’ultimo dato dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) USA di giugno 2026 si è attestato al 3,5%, leggermente sopra il 3,4% atteso, mantenendo la Federal Reserve su un sentiero hawkish. Al contrario, il PIL del Giappone del 1° trimestre 2026 (dato finale) è stato rivisto al ribasso a -0,2%, fornendo ai membri più accomodanti della BoJ una ragione solida per rinviare eventuali rialzi dei tassi. L’ampliamento del differenziale dei tassi rende più appetibile detenere Dollari USA rispetto allo Yen.

Strategie su derivati e considerazioni di rischio

Alla luce del forte momentum rialzista, valutiamo l’acquisto di opzioni call con strike sopra la resistenza immediata a 162,40. Un movimento verso il massimo pluridecennale a 162,85 appare sempre più probabile. Queste call offrono un modo lineare per beneficiare di un breakout oltre i massimi recenti.

Per un approccio più prudente, si può considerare la vendita di opzioni put out-of-the-money. La vendita di put con strike al di sotto dei supporti chiave a 161,70 o 160,50 consente di incassare premio. La strategia risulta profittevole finché il cambio non registra un sell-off marcato nelle prossime settimane.

Resta tuttavia fondamentale considerare il rischio di intervento delle autorità giapponesi. Storicamente il Ministero delle Finanze è intervenuto a sostegno dello Yen, come avvenuto durante i movimenti bruschi oltre 160 tra aprile e maggio 2024. Di conseguenza, l’utilizzo di strutture come i bull call spread può aiutare a gestire il rischio, limitando sia i potenziali profitti sia le perdite nel caso di un intervento governativo inatteso.

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