Un calo di quasi 10 dollari al barile del greggio, con il Brent sceso da oltre 100 a quasi 90 dollari, ha coinciso con un Dollar Index stabile in area 101. L’indice è visto oscillare tra 101,50 e 100,70, mentre l’EUR/USD è atteso in lieve risalita verso 1,1450-1,1500 finché resta sopra 1,1370/1,14. L’USD/JPY potrebbe prima scivolare a 162,70 per poi risalire gradualmente verso 165, e il GBP/USD ha spazio per muoversi verso 1,34-1,35 a condizione che 1,33 regga. L’EUR/INR è visto in un corridoio 109,5-110,50, l’USDCNY in un range 6,75-6,7850, e l’USD/INR potrebbe scendere a 96,20-96,00 finché resta sotto 97-96,75.
I rendimenti dei Treasury USA sono scesi nettamente dopo che le rinnovate prospettive di colloqui di pace USA-Iran hanno contribuito a spingere al ribasso i prezzi del petrolio; sono indicati ulteriori cali verso i supporti prima di un possibile rimbalzo. I rendimenti tedeschi si sono indeboliti ma dovrebbero trovare supporto, mentre il decennale dei titoli di Stato indiani (10Yr GoI) oscilla intorno al 6,85%, con margini per testare le resistenze prima di riprendere una fase discendente. Le azioni vengono descritte in trading range: Dow tra 52.000 e 53.000 e DAX tra 24.700 e 25.500; il Nifty è visto salire verso 24.000-24.100, mentre il Nikkei rischia un movimento verso 63.000 se resta bloccato sotto 66.000 e Shanghai potrebbe arretrare a 3.750-3.700 finché rimane sotto 3.900. Tra le commodity, Brent e WTI sono osservati rispettivamente a 85 e 80 dollari, l’oro resta in un range 4.000-4.200 con 4.000 come supporto, l’argento in un intervallo 55-65, il rame supportato in area 6,30 con spazio verso 6,50, e il gas naturale tra 2,80 e 3,00.
Strategie in derivati su valute e materie prime
Con il Brent che ripiega verso l’area dei 90 dollari, vediamo un’opportunità primaria per i trader di derivati su EUR/USD di posizionarsi per un movimento rialzista graduale. Raccomandiamo l’acquisto di opzioni call sull’euro con obiettivo 1,1450-1,1500, mantenendo uno stop-loss rigoroso appena sotto il supporto a 1,1370. Analogamente, i trader possono valutare bull call spread sulla sterlina per intercettare un rialzo atteso verso 1,34 man mano che la volatilità sul mercato valutario si raffredda.
Lo yen giapponese resta sotto pressione, ma ci aspettiamo un breve calo dell’USD/JPY a 162,70 prima che riprenda la marcia verso 165. I trader possono vendere put di breve termine o inserire ordini limite di acquisto in area 162,70 per sfruttare il rimbalzo atteso. Per l’USD/INR, il calo del petrolio è un sollievo rilevante per l’India, che importa oltre l’80% del fabbisogno di greggio, rendendo particolarmente attraenti posizioni corte sui future USD/INR mentre il cross scende verso 96,00.
Gli aggiornamenti geopolitici, incluse le rinnovate speranze di colloqui diplomatici USA-Iran, stanno comprimendo attivamente il premio per il rischio nel settore energetico. Suggeriamo ai trader di derivati di acquistare opzioni put su future Brent e WTI, con target rispettivamente 85 e 80 dollari, prima che questi benchmark si stabilizzino in una fase laterale di consolidamento. Nel frattempo, la tenuta dell’oro sopra la soglia storica dei 4.000 dollari rende le strategie iron condor particolarmente indicate per incassare premio all’interno del range consolidato 4.000-4.200.
Strategie in derivati su tassi e azioni
I rendimenti dei Treasury USA stanno scendendo bruscamente mentre il calo del petrolio attenua le aspettative d’inflazione globale, creando un punto d’ingresso tattico per i derivati sul reddito fisso. Consigliamo di operare sul lato short dei future sui Treasury in prossimità dei supporti attuali, preparandosi poi a un eventuale rimbalzo dei rendimenti. Per i Bund tedeschi, il trend rialzista di fondo resta intatto nonostante flessioni contenute, suggerendo che i pullback rappresentano buone opportunità di acquisto per opzioni sensibili ai rendimenti.
Nei derivati azionari, privilegiamo strategie rialziste sull’indice Nifty indiano, come i bull call spread, per cavalcare il recupero verso 24.000-24.100. Al contrario, manteniamo un’impostazione ribassista sul Nikkei 225 acquistando put finché l’indice resta sotto la resistenza chiave a 66.000. Per lo Shanghai Composite, la vendita di opzioni call sopra 3.900 consente di incassare premio mentre l’indice rimane esposto al rischio di un arretramento verso 3.700.
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