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Il CPI cinese di luglio sotto le attese alimenta i timori di deflazione e le aspettative di ulteriori allentamenti di politica economica

by VT Markets
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Aug 9, 2026

L’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) della Cina è aumentato dello 0,5% su base annua a luglio, attestandosi al di sotto della previsione dello 0,8%. La pubblicazione segnala un ritmo di crescita dei prezzi al consumo più contenuto rispetto a quanto i mercati si aspettassero.

FXStreet ha attribuito il report al proprio team editoriale interno di giornalisti economici e specialisti del mercato valutario, che supervisiona i contenuti della testata e descrive la propria copertura come improntata a un approccio giornalistico al mercato forex.

Timori di deflazione e aspettative di policy

Con il CPI cinese di luglio risultato debole allo 0,5% contro lo 0,8% atteso, le preoccupazioni deflazionistiche tornano a farsi strada sul mercato. Riteniamo che questo scostamento al ribasso segnali un rallentamento più profondo della domanda interna, tale da imporre nelle prossime settimane un intervento di policy più aggressivo. Per i trader sui derivati, questi dati macro deludenti creano un contesto favorevole per posizionarsi in vista di un ulteriore allentamento monetario da parte di Pechino.

Ci aspettiamo che la People’s Bank of China tagli presto i tassi, il che probabilmente eserciterà una forte pressione al ribasso sullo yuan. I trader dovrebbero valutare l’acquisto di opzioni call su USD/CNH o l’assunzione di posizioni lunghe sui futures per beneficiare di un indebolimento della valuta. Storicamente, quando l’inflazione cinese delude le attese di questa entità, lo yuan tende a deprezzarsi rapidamente, poiché i capitali cercano rendimenti più elevati altrove.

Implicazioni di investimento tra i mercati

Inflazione più bassa e attese di tagli dei tassi implicano rendimenti dei titoli di Stato cinesi destinati a scendere ulteriormente. Raccomandiamo una posizione long sui futures dei titoli di Stato cinesi a 10 anni per cavalcare questo calo dei rendimenti. I dati di trading più recenti mostrano che i rendimenti decennali cinesi si sono già mantenuti vicino ai minimi storici del 2,1%, e quest’ultima delusione macro potrebbe spingerli ancora più in basso.

La debolezza della domanda dei consumatori nella seconda economia mondiale è inoltre una cattiva notizia per le commodity globali. Suggeriamo l’acquisto di opzioni put sui futures di rame e minerale di ferro, poiché la domanda industriale è destinata ad ammorbidirsi in parallelo alla spesa dei consumatori. I metalli industriali sono molto sensibili alle sorprese macro provenienti dalla Cina e una carenza di domanda interna limiterà eventuali rimbalzi dei prezzi nel breve termine.

Infine, gli indici azionari cinesi probabilmente affronteranno volatilità nel breve periodo, rendendo i futures sull’indice FTSE China A50 vulnerabili a ulteriori ribassi. Consigliamo l’utilizzo di bear put spread sull’Hang Seng Index per proteggere i portafogli esistenti da vendite improvvise. Finché non vedremo un massiccio pacchetto di stimolo fiscale da parte di Pechino, il percorso di minore resistenza per l’azionario cinese resta orientato al ribasso.

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