Le tensioni tra Stati Uniti e Iran sono tornate a salire, aumentando i rischi per le infrastrutture energetiche e per i movimenti delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, mentre Teheran ha inoltre messo in guardia le compagnie di navigazione dall’utilizzare rotte che aggirino Hormuz. Dopo il crollo di un memorandum di cessate il fuoco USA–Iran firmato a giugno, il traffico di petroliere attraverso lo stretto è diminuito bruscamente. Il presidente Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti colpirebbero ponti e infrastrutture elettriche iraniane se l’Iran attaccasse navi in transito a Hormuz, e l’Iran ha risposto che colpirebbe impianti elettrici in tutto il Golfo se venissero colpite le proprie risorse energetiche.
Le preoccupazioni sull’offerta si sono inoltre estese al Mar Rosso, dove gli Houthi avrebbero attaccato due petroliere saudite, mettendo a rischio il traffico attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb. La rotta è diventata un corridoio alternativo più importante per le esportazioni regionali di greggio, aumentando la sensibilità del mercato a qualsiasi interruzione. Il Brent è rimbalzato sopra i 90 dollari al barile questo mese, riflettendo la maggiore percezione del rischio di uno shock energetico globale più ampio.
Premi geopolitici e volatilità di mercato
Con il Brent che questo luglio è balzato oltre i 90 dollari al barile, stiamo osservando l’incorporazione nei mercati energetici di un significativo premio per il rischio geopolitico. L’escalation dell’attrito tra Stati Uniti e Iran, insieme alle minacce allo Stretto di Hormuz, rende l’offerta di breve periodo altamente imprevedibile. Consigliamo agli operatori su derivati di prepararsi a oscillazioni di prezzo più marcate nelle prossime settimane, mentre questi snodi di transito vitali subiscono pressioni senza precedenti.
Storicamente, lo Stretto di Hormuz gestisce circa 20 milioni di barili di petrolio al giorno, pari a circa un quinto dei consumi globali di combustibili liquidi. Per coprirsi da improvvise interruzioni dell’offerta, raccomandiamo l’acquisto di opzioni call sul Brent out-of-the-money per catturare rapidi scatti al rialzo. La volatilità implicita sulle opzioni petrolifere sta aumentando rapidamente e ci aspettiamo che l’indice di volatilità del greggio replichi i picchi registrati in passate crisi, oltre il 30%.
Strategie di trading in mercati energetici incerti
Suggeriamo inoltre di utilizzare calendar spread per sfruttare l’accentuarsi della backwardation lungo la curva dei futures, dove i prezzi a breve scadenza trattano con un forte premio rispetto alle scadenze più lontane. Acquistando i contratti sul mese front e vendendo i mesi più distanti, possiamo beneficiare della stretta immediata del mercato. Questo approccio limita il rischio al ribasso qualora il premio geopolitico dovesse dissolversi improvvisamente.
Infine, dobbiamo anticipare che le borse aumenteranno i requisiti di margine, che storicamente crescono del 15%-25% durante i principali shock energetici. I trader dovrebbero ridurre la leva e mantenere cuscinetti di liquidità più elevati per resistere a improvvise margin call intraday. Mantenere dimensioni di posizione contenute garantirà di restare posizionati per cogliere queste oscillazioni di mercato altamente profittevoli, ma volatili.
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