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Il Brent tocca i 94 dollari: tensioni con l’Iran e rischi per le spedizioni nel Mar Rosso sostengono il petrolio e mettono alla prova le azioni

by VT Markets
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Jul 22, 2026

Il Brent è salito del 4% portandosi oltre i 94 dollari al barile, ai massimi da inizio giugno, ed è in rialzo di oltre il 10% questa settimana. Il movimento è seguito alla retorica statunitense sull’Iran: il presidente Trump ha minimizzato la ripresa dei colloqui e ha lasciato intendere possibili attacchi su Pickaxe Mountain, mentre il segretario di Stato Marco Rubio ha affermato che l’Iran non avrebbe rispettato un accordo sullo Stretto di Hormuz; un’azione Usa segnerebbe l’undicesimo giorno consecutivo di raid. Il rischio per la navigazione si sta estendendo oltre Hormuz, poiché alcune petroliere — secondo quanto riportato — evitano o rallentano gli avvicinamenti allo stretto di Bab el-Mandeb, vicino allo Yemen, dopo le minacce degli Houthi, pur restando operativo il traffico nel Mar Rosso.

Finora i mercati azionari hanno assorbito il “premio geopolitico”: i future su Wall Street sono in calo, dopo che ieri i titoli dei chip hanno rimbalzato, inclusa un’impennata del 14% del produttore di memorie SanDisk, mentre gli indici europei sono saliti e il FTSE 100 ha guidato i rialzi con un +0,7%. Gli asset britannici sono rimasti relativamente stabili nonostante il rendimento del Gilt decennale al 5%, e l’inflazione CPI di giugno è scesa al 2,6% su base annua dal 2,8% di maggio; il taglio dell’IVA previsto sulle bollette elettriche dal 1° ottobre dovrebbe ridurre l’inflazione di 0,1%, anche se il rialzo del petrolio potrebbe invertire parte della disinflazione. La sterlina è scesa nell’ultima settimana ma stamattina è la seconda migliore tra le principali valute, mentre i mercati attendono anche i risultati di Tesla e Google, con attenzione al capex di Google e alla monetizzazione dell’AI.

Mercato dell’energia e raccomandazioni operative geopolitiche

Consigliamo ai trader su derivati di posizionarsi per un prolungamento del rialzo sui mercati energetici, con il Brent che supera i 94 dollari al barile, ai massimi da inizio giugno. Considerate le minacce in aumento per lo Stretto di Hormuz e Bab el-Mandeb, gli indici di volatilità sul petrolio stanno scontando premi per il rischio geopolitico molto elevati. Suggeriamo l’acquisto di opzioni call sul Brent fuori dal denaro oppure di bull call spread per intercettare ulteriori picchi di prezzo verso area 100 dollari nelle prossime settimane.

Con il rendimento del Gilt decennale che resta ostinatamente sopra il 5% e il CPI in moderazione al 2,6%, i mercati obbligazionari si preparano a un braccio di ferro di politica economica. In presenza di anomalie simili sui rendimenti, come nella crisi dei gilt britannici di fine 2022, le opzioni sulla sterlina hanno registrato forti oscillazioni di prezzo a causa di improvvisi cambi di rotta nelle policy. Raccomandiamo ai trader l’utilizzo di straddle su GBP/USD per sfruttare l’elevata sensibilità della valuta alle pressioni fiscali e inflazionistiche in vista dei tagli IVA di ottobre.

Risultati tech, volatilità e coperture difensive sull’azionario

Le imminenti trimestrali dei colossi tecnologici come Google e Tesla definiranno in larga misura la traiettoria del più ampio “AI trade”. La volatilità implicita dei mega-cap tech storicamente aumenta in vista delle trimestrali, con il Nasdaq-100 Volatility Index che spesso sale fino al 15% mentre il mercato valuta la spesa in conto capitale per l’AI. Possiamo capitalizzare il contesto impostando iron condor per incassare premi elevati nel post-trimestrale oppure operando su call a brevissima scadenza per seguire il momentum del rally di ieri del 14% dei produttori di chip.

Con le petroliere che sempre più evitano il Mar Rosso, i derivati sui noli marittimi sono in rialzo, aumentando il “pavimento” dei prezzi delle commodity globali. Storicamente, interruzioni prolungate delle spedizioni in strozzature marittime chiave hanno spinto il Baltic Dry Index in rialzo di oltre il 30% in tempi brevi, favorendo gli indici più esposti alle risorse. Raccomandiamo l’uso di opzioni su indici azionari difensivi, in particolare sul FTSE 100, in rialzo dello 0,7% oggi, per coprirsi contro questi crescenti shock alle catene di fornitura globali.

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