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Il Brent supera i 97 dollari: timori sullo Stretto di Hormuz e attacchi nel Mar Rosso aumentano il premio per il rischio del petrolio

by VT Markets
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Jul 23, 2026

Il Brent è salito a un massimo plurisettingimanale sopra i 97 dollari al barile nelle prime contrattazioni di giovedì, mentre il mercato ha ricalibrato il rischio geopolitico legato all’aumento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Gli operatori stanno incorporando scenari che vanno da una chiusura temporanea dello Stretto di Hormuz a un conflitto più ampio nel Golfo Persico che potrebbe interrompere le infrastrutture regionali di petrolio e gas, spingendo i premi per il rischio nei mercati dei futures e del fisico.

Il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz si è quasi fermato, mentre si intensificano la retorica e gli scambi militari. Separatamente, le forze Houthi sostenute dall’Iran nel Mar Rosso hanno aumentato i tentativi di ostacolare il traffico marittimo, alimentando le preoccupazioni per l’offerta energetica globale. L’attenzione si sposta sugli sforzi diplomatici di de-escalation, che potrebbero attenuare la pressione rialzista sul greggio, anche se un periodo prolungato di ostilità lascerebbe spazio a ulteriori rialzi dei prezzi.

Strategie di trading in un contesto di volatilità

Con il Brent in rialzo oltre 97 dollari al barile oggi, 23 luglio 2026, consigliamo ai trader su derivati di prepararsi a una volatilità estrema nel brevissimo termine. Poiché lo Stretto di Hormuz gestisce oltre 20 milioni di barili di petrolio al giorno — quasi il 20% dei consumi globali di petrolio — qualsiasi blocco prolungato delle spedizioni innescherà oscillazioni violente dei prezzi. Raccomandiamo di utilizzare strategie in opzioni come i bull call spread per contenere il costo del premio pur mantenendo l’esposizione al potenziale rialzo immediato.

Gestione del rischio e posizionamento di mercato

Storicamente, durante le principali fiammate geopolitiche in Medio Oriente, la volatilità implicita delle opzioni sul Brent è aumentata di oltre il 40% in pochi giorni. Poiché acquistare opzioni “nude” sta diventando estremamente costoso, suggeriamo di ricorrere a strategie a spread per attenuare l’impatto del possibile “volatility crush”. Per i trader con maggiore propensione al rischio, la vendita di put fuori dal denaro può contribuire a finanziare posizioni lunghe in call, mentre il mercato prezza uno scenario di conflitto prolungato.

Per chi detiene posizioni lunghe sui futures, assicurarsi put protettive è ora una priorità per coprirsi dal rischio di un improvviso breakthrough diplomatico che potrebbe riportare rapidamente i prezzi verso 80 dollari. Le opzioni settimanali offriranno la migliore flessibilità nelle prossime settimane, mentre monitoriamo i colli di bottiglia delle spedizioni sia nel Mar Rosso sia nel Golfo Persico. Occorre seguire con attenzione i volumi giornalieri, già in aumento di oltre il 15% questa settimana, un segnale che i maggiori operatori istituzionali stanno riposizionandosi in modo aggressivo.

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