L’indice dei prezzi all’importazione negli Stati Uniti è salito dello 0,3% su base mensile a giugno, ribaltando l’attesa precedente di un calo dello 0,7%. Il dato ha collocato i prezzi all’importazione al di sopra delle previsioni su base mensile.
Su base comparativa, la cifra riportata evidenzia uno scarto di 1,0 punto percentuale rispetto alla stima di consenso, cambiando la direzione da contrazione a crescita nello stesso periodo. La lettura di giugno ha quindi segnato una variazione positiva mese su mese per l’indice dei prezzi all’importazione.
Implicazioni per tassi d’interesse, mercati obbligazionari e valutari
Abbiamo appena assistito a una forte sorpresa al rialzo nell’US Import Price Index di giugno, salito dello 0,3% contro attese per un calo dello 0,7%. Questo balzo inatteso suggerisce che l’inflazione importata resta ostinata, complicando il percorso della Federal Reserve verso un allentamento della politica monetaria. Come trader di derivati, dobbiamo adeguarci immediatamente alla realtà che i tassi probabilmente resteranno più alti più a lungo di quanto il mercato avesse precedentemente prezzato.
Raccomandiamo di puntare su futures sui tassi a breve termine e opzioni sui Treasury per beneficiare dell’aumento dei rendimenti. In particolare, valutiamo posizioni corte sui futures sul Secured Overnight Financing Rate (SOFR) oppure l’acquisto di opzioni put su ETF Treasury a lunga duration. I dati storici relativi a sorprese inflazionistiche simili—come i rialzi inattesi dei prezzi all’importazione a inizio 2024 che hanno spinto il rendimento del Treasury decennale verso il 4,7%—mostrano che i prezzi obbligazionari reagiscono rapidamente e in modo aggressivo a questo tipo di scostamenti.
Nel mercato delle opzioni valutarie, dovremmo posizionarci per un dollaro USA più forte contro le principali controparti come euro e yen. Con la Fed costretta a mantenere un orientamento restrittivo mentre altre banche centrali allentano, l’ampliamento del differenziale dei tassi favorirà il biglietto verde. L’acquisto di opzioni call near-the-money sul Dollar Index (DXY) con orizzonte due-quattro settimane offre un profilo rischio/rendimento interessante, in un contesto di rientro dei flussi di capitale verso gli asset statunitensi.
Volatilità dei mercati azionari e strategie sui derivati
Sui derivati azionari, è opportuno prepararsi a turbolenza di mercato acquistando put protettive sull’S&P 500 o call sul VIX. Costi d’importazione elevati comprimono i margini di profitto delle aziende, il che storicamente porta a revisioni al ribasso delle stime sugli utili e a vendite sull’equity. Le statistiche di precedenti shock inflazionistici mostrano che il Cboe Volatility Index (VIX) tende a impennarsi del 15%-20% nelle settimane successive a un rilevante “miss” macroeconomico, rendendo particolarmente attraenti in questo momento le posizioni lunghe sulla volatilità.
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