La settimana è incentrata sulle decisioni sui tassi di interesse di Federal Reserve, Bank of England e Bank of Japan, con l’attenzione rivolta più alle indicazioni prospettiche che alle mosse in sé, che in larga misura dovrebbero allinearsi al consenso. Anche il Canada entra subito in scena: la pubblicazione dell’inflazione di lunedì metterà alla prova la capacità della Bank of Canada di mantenere l’ultimo tono hawkish, mentre dati sull’occupazione più deboli e tensioni commerciali USA–Canada smorzano la reattività del CAD alla forza del petrolio. Nel Regno Unito, i numeri sul mercato del lavoro e il CPI di mercoledì daranno il tono prima della decisione della BoE, aggiungendo volatilità di breve periodo alla sterlina.
La Fed si riunisce mercoledì 16 settembre, con un rialzo atteso di 25 punti base; NZD/USD sta tenendo il ritracciamento del 50,0% a 0,5809 dopo due test a settembre, e una rottura potrebbe esporre 0,5767 al livello del 61,8%. La BoE è vista lasciare il Bank Rate al 3,75% giovedì 17 settembre, dopo un precedente split 6–3; EUR/GBP ha supporto in area 0,8575 e resistenza intorno a 0,8625. Per la BoJ, il mercato vede una possibile mossa di 25 punti base verso 1,25%; USD/JPY è in calo di oltre il 3,5% a settembre, ha rotto 157,000, 156,000 e 155,000 e ha chiuso la settimana in area 153,533, con 152,000 livello chiave prima di 148,000.
Decisioni delle banche centrali e volatilità di mercato
Stiamo entrando in una fase di elevata volatilità mentre Federal Reserve, Bank of England e Bank of Japan si preparano ad annunciare questa settimana le rispettive decisioni di politica monetaria. I trader sui derivati dovrebbero gestire il rischio in modo rigoroso e concentrarsi su punti d’ingresso tecnici, piuttosto che anticipare le decisioni sui tassi. Poiché il mercato ha già scontato lo scenario base, la volatilità reale deriverà dalle indicazioni forward e dai comunicati di politica monetaria delle banche centrali.
Livelli tecnici chiave e idee operative
Per NZD/USD, raccomandiamo di monitorare con attenzione il supporto chiave a 0,5809. Storicamente, l’area 0,5800 ha funzionato da pavimento rilevante per il kiwi, come durante la fase di sell-off di fine 2023 quando toccò 0,5770 prima di recuperare. Se la Fed dovesse segnalare ulteriore restrizione a fronte dei rischi energetici geopolitici, valuteremmo di vendere una rottura confermata sotto 0,5809, con target 0,5767.
Dobbiamo inoltre osservare il dollaro canadese in vista della pubblicazione dell’inflazione domestica di lunedì. Con il tasso di disoccupazione canadese recentemente attestato su un massimo del 6,6%, l’impostazione hawkish della Bank of Canada appare sempre più fragile. Un dato d’inflazione debole probabilmente innescherà ulteriore debolezza del CAD, soprattutto perché le tensioni commerciali impediscono alla valuta di beneficiare pienamente dei prezzi elevati del petrolio.
Sul mercato EUR/GBP, dovremmo concentrarci sul supporto cruciale in area 0,8575 in vista della riunione BoE di giovedì. Negli ultimi anni, il cross ha storicamente registrato un forte interesse in acquisto nella fascia 0,8500–0,8600. Se i prossimi dati macro del Regno Unito dovessero deludere, suggeriamo di comprare il rimbalzo da 0,8575 con un obiettivo di rialzo a 0,8625.
Infine, USD/JPY ha perso oltre il 3,5% a settembre, chiudendo la scorsa settimana in area 153,53 mentre i trader scommettono su una svolta hawkish della Bank of Japan. Se la BoJ dovesse segnalare una spinta verso 1,25%, ci aspettiamo ulteriore forza dello yen tale da mettere alla prova il supporto a 152,00. Una rottura pulita sotto 152,00 validerebbe un trend ribassista, rendendolo un target primario per vendite allo scoperto con sguardo verso 148,00.
Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.