I mercati affrontano un calendario fitto di dati sul lavoro USA in vista delle buste paga non agricole (NFP) di venerdì, a partire dal JOLTS di martedì, dall’ADP di mercoledì e dalle richieste di sussidi di disoccupazione di giovedì. La Federal Reserve ha mantenuto i tassi al 3,50%-3,75% dopo un voto 9-3, mentre l’inflazione core PCE è al 3,3% a/a e i prezzi di mercato implicano una probabilità del 68% di una mossa a settembre. Le attese per le pubblicazioni di questa settimana includono posizioni vacanti JOLTS a 7,451 contro 7,594 mln precedenti, ADP a +70.000 contro +98.000, richieste iniziali a +201.000 contro +197.000, e richieste continuative in precedenza a 1,782 mln. Per venerdì, il consensus vede payrolls a +83.000 contro +57.000, disoccupazione al 4,3% contro 4,2%, e salari orari medi invariati a 0,3% m/m e 3,5% a/a; intanto l’ECI del 2° trimestre è salito dello 0,9% t/t e i salari sono al 3,2% a/a.
Le correnti incrociate macro includono il Brent in rialzo del 18% dall’inizio di luglio, una spesa riportata del Giappone per difendere lo yen di circa 59 miliardi di dollari e un aumento della volatilità obbligazionaria mentre i rendimenti trentennali toccano i massimi da 19 anni. L’oro ha chiuso vicino a 4.107 $/oz il 31 luglio, in calo dell’1,29% nella giornata e circa il 26% sotto il picco di 5.627 $ del 29 gennaio 2026, mentre il decennale è salito al 4,745% e il trentennale al 5,281%; i livelli citati sono 4.190-4.220 e 4.080-4.000, con soglie sull’NFP impostate rispettivamente su sopra 90mila e sotto 80mila. Bitcoin ha chiuso a 62.826 $, in calo del 2,93% nella giornata e circa il 50% sotto il massimo di 126.296 $ di ottobre 2025, con un range indicato 59.900-67.100 e livelli 66.600-67.300 e 60.000-57.800, oltre a marker a 65.400, 58.400 e 56.500; i flussi sugli ETF sono stati citati come potenziale amplificatore.
—Politica della Fed, dati sull’occupazione e bias di mercato
Entriamo in una settimana altamente critica di dati sull’occupazione, a partire dal JOLTS di martedì e culminando nel report NFP di venerdì. Poiché la Federal Reserve ha recentemente mantenuto i tassi al 3,50%-3,75% con un tono hawkish, suggeriamo che i trader su derivati affrontino sia l’oro sia Bitcoin con un bias ribassista. Questa postura prudente è rafforzata da una probabilità di mercato del 68% di un rialzo a settembre.
Per comprendere le pressioni sui mercati globali, richiamiamo le rare operazioni congiunte di intervento valutario del Tesoro USA, insieme al Giappone che ha speso di recente quasi 59 miliardi di dollari per difendere lo yen. Allo stesso tempo, il Brent è balzato del 18% dall’inizio di luglio per via delle interruzioni dell’offerta nello Stretto di Hormuz, fattore che mantiene “appiccicosa” l’inflazione al 3,3%. Questo contesto ha spinto i rendimenti dei Treasury trentennali sui massimi da 19 anni, creando uno sfondo sfidante per gli asset che non offrono rendimento.
—Implicazioni operative per oro e Bitcoin
Per i trader sull’oro, raccomandiamo di monitorare il supporto chiave tra 4.000 e 4.080 dollari e la resistenza tra 4.190 e 4.220. Se il report NFP dovesse risultare “caldo” — cioè ben oltre 90.000 posti — ci aspettiamo che la risalita dei rendimenti trascini l’oro verso l’area dei 4.000 dollari. Al contrario, se il dato fosse debole, un eventuale rally di sollievo potrebbe comunque essere limitato, perché l’aumento dei costi energetici continua ad alimentare le attese d’inflazione.
Consigliamo inoltre ai trader crypto di prepararsi a una volatilità elevata, dato che Bitcoin rimane molto sensibile alla risalita dei rendimenti reali. Se dovessimo vedere un NFP forte, i deflussi dagli ETF spot potrebbero accelerare e spingere Bitcoin sotto i supporti critici tra 57.800 e 60.000 dollari. Viceversa, per rompere Bitcoin fuori dall’attuale range mensile 59.900-67.100, sarebbe probabilmente necessario un report sull’occupazione molto debole, sotto 80.000.
Nelle prossime settimane, dovremo monitorare da vicino indicatori anticipatori come l’ISM manifatturiero e l’indice MOVE in aumento, che segnala alta volatilità sul mercato obbligazionario. Poiché la forward guidance della Fed è attualmente vaga, ogni dato macro innescherà oscillazioni di mercato più marcate del normale. I trader su derivati dovrebbero mantenere dimensioni di posizione prudenti e concentrarsi sulla gestione del rischio durante questi improvvisi picchi.
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